di Chan Ho Kei
L’ispettore Hui Yau-Yat si sveglia in macchina e non ha idea di come sia finito in un parcheggio così lontano da casa sua.
L’odore di alcol che pervade l’abitacolo proviene proprio dalla sua
giacca. Per quanto si sforzi, non riesce a ricostruire cosa sia successo
la sera prima. Ha bevuto troppo? È confuso.
Tutto gli sembra
familiare ma anche vagamente estraneo. L’unico ricordo nitido che ha è
l’immagine di due corpi dissanguati riversi sul pavimento di una stanza,
il clamoroso duplice omicidio su cui sta indagando. In realtà,
l’amnesia di cui soffre è molto più grave: quel delitto è avvenuto sei
anni prima.
Il caso è già stato risolto, ma qualcosa non lo
convince. Con l’aiuto di una giovane giornalista, Hui Yau-Yat riprende
quindi le indagini concentrandosi su un possibile assassino ignorato
dall’inchiesta precedente. Ciò lo porta a scoprire verità nascoste su di
sé e sulla dinamica del delitto in un intreccio narrativo che mescola
la tensione della trama a uno sguardo affascinante sulla metropoli di
Hong Kong.
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«Non capivo più niente. Com’era possibile?
In una manciata di minuti ero diventato un criminale? Sicuramente sto
sognando. Proprio come stamattina. Assassino, vittime e agenti erano
solo il frutto della mia immaginazione. Se mi fossi svegliato sarebbero
spariti tutti. Per fare un incubo del genere, dovevo essere davvero
molto stanco. Una volta in piedi avrei capito che si trattava solo di un
sogno e ne avrei parlato con i miei colleghi, i quali mi avrebbero
sicuramente preso in giro dicendomi che avevo una fantasia molto
fervida. La voce di David Bowie mi riaffiorò nella mente... You’re face
to face with the Man Who Sold the World. Alzai la mano destra ma non
ebbi il tempo di pensare ad altro perché fui interrotto dal fragore di
uno sparo; sentii un bruciore fortissimo alla spalla. Il colpo mi aveva
sollevato ed ero poi lentamente ricaduto a terra. Non lasciai la
pistola. Prima di perdere i sensi la tenevo ancora stretta, e mi resi
conto che il grilletto era come bloccato, non avrei potuto sparare anche
se avessi voluto. La mia coscienza svanì piano piano... “Tieni duro”,
mi disse la donna che avevo sognato morta quella mattina».
Chan Ho Kei è un giovane informatico di Hong Kong, attivo anche come
editor di fumetti e sceneggiatore. Il suo esordio come scrittore risale
al 2008, anno in cui i suoi racconti brevi lo hanno fatto arrivare tra i
finalisti del Mystery Writers of Taiwan Award. Nel 2011, con Duplice
delitto a Hong Kong (pubblicato anche nei principali Paesi del Sud-Est
asiatico), si è aggiudicato il prestigioso Soji Shimada Mystery Award,
guadagnandosi così una grande visibilità come autore di gialli.
Editore: Metropoli d'Asia
Pagine 216
Euro 14,50
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