sabato 30 giugno 2012

Tokyo Vice - Recensione

di Jake Adelstein
Un reporter nel cuore della jakuza

La Yakuza non è come al cinema, dimenticate Miike Takashi e Takeshi Kitano...

 
Reportage dall'interno della redazione di uno dei gruppi editoriali più in vista del Giappone
dagli inizi fino al momento in cui Jake incappa in una storia di quelle brutte: il traffico di esseri umani e il coinvolgimento della Yakuza con il Dipartimento di Stato americano che, in cambio di una lista di nomi, concede un visto a persone nella lista di indesiderabili per effettuare un trapianto di fegato...

la prosa è fresca, giornalistica, leggermente umoristica, di quell'umorismo occidentale di fronte alle stranezze asiatiche,
i giapponesi non ne escono benissimo, ma questo è prevedibile, del resto lavorare in una redazione di nera non ti mette a contatto con bella gente,
Jake racconta il suo lavoro, in modo un po' troppo coinvolto per essere solo un cronista, ma quello che racconta è interessante, la sua esperienza è preziosa per chi anela a conoscere la società giapponese,
per capire i loro modi devi osservare le loro relazioni, e spesso è di falsità che si parla, la giapponese è una società con regole molto ferree e con strategie di un contorto impensabile per un americano medio
consigliato a chi non ha gli occhi abbagliati dalla melensaggine della Yoshimoto e ha davvero desiderio di sapere come vive la gente tutti i giorni in situazioni non molto diverse dalle nostre...

di Anna Maria Pelella

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