sabato 2 giugno 2012

La ragazza che danzava per Mao - Recensione

di  Qiu Xiaolong
traduzione di Fabio Zucchella   


La recensione di Anna Maria Pelella

Mao e il moralismo cinese

(Voto: 4/5)

nuova avventura per Chen Cao
ispettore della polizia di Shanghai
in forza alla sezione "casi sensibili",
ossia quelli che coinvolgono il Partito
e di cui è meglio che non si parli.
Ecco cominciamo da questo: è normale nella
Cina degli anni ottanta
che se un caso di polizia riguarda un membro
del Partito la prima cosa di cui ci si
deve preoccupare è che non venga fuori nulla...
insomma censura di stato e complotti a non finire
per coprire i funzionari di partito che non sono mai immacolati, e Chen si occupa proprio di pulire la merda che esce fuori dal vaso ogni tanto...
il mistero è semmai come faccia a non sporcarsi le mani...
in ogni caso è un libro interessante più come trattato sociologico sulle abitudini cinesi, da quelle conviviali tipo cosa fanno e come intorno a un tavolo, quasi sempre in presenza o di una buona tazza di thè verde in foglie o un grasso banchetto di dieci portate pieno di roba che noi mai toccheremmo neanche con un paio di guanti, fino all'abitudine di collegare le persone e ottenere il meglio dalle conoscenze, noi diremmo mafia o massoneria, ma è proprio quello che fanno i cinesi: si conoscono e si aiutano, sapendo che quando verrà il loro momento di chiedere verranno sicuramente accontentati
questo caso è assai "sensibile" perchè riguarda il compagno Mao
noto anche come Grande Timoniere e Stella Rossa della Cina,
ora, che uno come lui possa aver fatto, anche in privato, cose di cui sarebbe stato meglio non si parlasse è certo, anzi diciamo che anni di libri usciti sottobanco dalla Cina popolare ci dicono che non è certo la libidine di Mao il problema più grosso di cui preoccuparsi, non lo era mai stato e certo non lo è adesso,
ma tant'è: i cinesi conservano un'atteggiamento moralista nei confronti di alcuni argomenti e Chen deve far si che, qualunque verità sui balli e le ballerine di Mao non salti fuori di punto in bianco, solo perchè la nipote della ballerina più famosa è di colpo diventata ricca...che abbia venduto prove della passata lascivia del Grande Timoniere a quegli svergognati degli inglesi, che capitalisti come sono, non gli pare vero di rimestare nel fango dell'unico esempio di socialismo il cui leader è ancora santificato?
curioso come questo possa essere un buon punto di partenza per imbastire una storia, nonostante la differenza di punti di vista porti a qualche lungaggine di troppo e nonostante il fatto che Chen sia l'unico ispettore di una serie romanzesca che non fa mai sesso con nessuna...si accenna qualche volta a un passato, la sua ex fidanzata ormai ha sposato un altro...e la sua "piccola segretaria" non è più con lui, anche se ci fanno sapere ogni volta che lei lo adora...
nel complesso un libro interessante
e il personaggio di Chen potrebbe evolvere...del resto Qiu insegna negli Stati Uniti da tempo
e alla fine potrebbe dare al suo ispettore la stessa possibilità che si è dato lui: quella di andarsene

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