lunedì 19 marzo 2012

Liò Viaggio IN-Giappone

di Leonardo Romanelli

Presentazione dell’Autore

Dopo aver viaggiato in molti paesi nel mondo, ho sentito l’aspirazione di scrivere un diario di viaggio. Tutto è stato spontaneo e il fatto che sia stato scritto in Giappone è, probabilmente, solo un caso. Spesso, come tutti gli scritti degli esseri umani, riflette il modo di vedere dell’autore, le opinioni e i suoi condizionamenti. Ma l’idea di comporre il diario rifletteva la necessità di scrivere con attenzione, ma con distacco, tutto quello che accadeva fuori e dentro di me. Mantenendo vivo lo scopo di rimanere distaccato, tutto è stato vissuto con estrema intensità percettiva, osservando e notando i minimi particolari delle cose e non tralasciando nessuno fra i più piccoli eventi trascorsi. Durante un viaggio in una cultura diversa da quella in cui si è vissuti per tanti anni, tutto viene scombussolato: corpo, mente, abitudini.
È impossibile tornare da un viaggio e rimanere gli stessi di prima! Avendo un giusto atteggiamento, tutto può sembrare divertente ed eccitante, con molte sorprese, curiosità e intuizioni. Questo accade nella vita di tutti i giorni, ma quando si viaggia in altri paesi, in altre culture, tutto viene triplicato. È come se si vivesse un’altra vita in questa vita. Il viaggio non ha avuto alcuna programmazione, pianificazione e meta. Grazie a questa modalità si può vivere la bellezza della spontaneità, dove tutto si incastra come in un puzzle, momento dopo momento. I luoghi, le situazioni, le persone incontrate. Ognuno ti lascia qualcosa, un messaggio, un'emozione, un'intuizione. Viaggiare oggi non è molto difficile, ma vivere il viaggio è tutt'altra cosa. C’è, a questo scopo, un'associazione che permette di essere ospitati in aziende agricole biologiche a conduzione familiare, lavorare – collaborare - in cambio di vitto e alloggio. Oltre a lavorare a contatto con la natura, la cosa più bella è vivere e immergersi nella cultura del posto, in cui si incontrano persone semplici, a cui piace condividere tutto quello che possiedono, persone straordinarie. Inoltre, durante questo viaggio, ho potuto vivere la catastrofe dello Tsunami. Ero molto distante da Fukushima, circa a 800 Km. Non ho avvertito niente della scossa, ma ho potuto osservare e vivere la reazione dei Giapponesi di fronte ad una tragedia del genere. Coscienti di vivere in uno dei paesi più a rischio al mondo per questi eventi naturali, spesso catastrofici a causa dell’essere umano, ho potuto notare la freddezza, la solidarietà e l'organizzazione di questa cultura. Una signora giapponese mi ha raccontato che la figlia aveva perso la vita nel terremoto in Nuova Zelanda. Era un suo sogno andare in Nuova Zelanda ed è morta facendo quello che ha sempre voluto fare! Questo esempio può ben descrivere, secondo me, questo popolo incredibile.
Descrivere un viaggio con tanto distacco mi ha dato la possibilità di viverlo intensamente. Spero che ciò possa accadere a chi legge questo libro, e che possa condividere intuizioni, idee, curiosità ed altro ancora.
Buon Viaggio a tutti.

Di seguito uno stralcio del libro:

19 Gennaio 2011
Eccomi in aeroporto a Fiumicino, Roma, seduto di fronte al Gate 13, destinazione Tokyo. Dopo molti viaggi in vari posti del mondo, questa volta ho deciso di scrivere un libro, o meglio, un diario del viaggio che sto per intraprendere. Viaggio sempre da solo o quasi: con me porto il mio corpo e la mia mente, a condizione che il padrone sia io. Non sento agitazione, il mio corpo è rilassato, sento il mio cuore battere piano e osservo la mia mente girare molto lentamente. Ascolto gli annunci del personale dell’aeroporto e le voci strillanti dei bambini sempre eccitati e felici. L’aeroporto è un posto incredibile, dove si concentrano tante emozioni. Ansia, paura di volare e gioia di conoscere un posto nuovo. Oppure voglia di ritornare a casa dopo aver visto cose nuove, raccontando il viaggio ai parenti e agli amici. O ancora voglia di partire per incontrare persone care. Poi c’è anche la stanchezza, uno stato che provoca di tutto all’interno di un essere umano, senza distinzione di sesso, cultura o paese. In questo posto, seduti e apparentemente rilassati, la mente gira molto veloce. Va nel passato per rivivere le esperienze appena trascorse e nel futuro per immaginare cosa accadrà all’arrivo del proprio volo; come andrà, come ci si comporterà, cosa si racconterà ai parenti o agli amici. Insomma, si proietta  nella propria mente “il film” che si sta per vivere anche se non sempre si svolge come lo avevamo immaginato, perché la vita non segue la nostra mente e le situazioni si creano momento per momento. Qui in aeroporto fa caldo, sorseggio un po’ d’acqua; che bella sensazione sentire l’acqua che scende nella gola fino ad arrivare all’intestino. È come se tutte le cellule del corpo si svegliassero. Bene, manca poco all’imbarco, arriverò domani alle 11:30 a Tokyo, dove incontrerò un amico giapponese conosciuto due anni fa in Bolivia. Non ho un programma: vedremo cosa succederà.

Editore:Io Sono Edizioni
Formato:Libro - Pag 160 - 14,5x21
Categorie:Appunti di Viaggio, Crescita spirituale
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