lunedì 25 maggio 2015

Il drago e il biscione. Cent'anni di convivenza: i cinesi a Milano

di Claudio Bianchi

"I cinesi trasmigrati dal loro continente, collocati stabilmente in altri paesi, vengono definiti Waif, ovvero "fanciulli abbandonati dall'imperatore"
, in conseguenza di una frase pronunciata nel 1848 da un alto funzionario cinese a colloquio con un ambasciatore americano. "Sull'altra sponda del Pacifico il tuo popolo è molto numeroso" osservò l'americano. "L'imperatore comanda sei milioni di uomini, perché preoccuparsi di alcuni fanciulli perduti, finiti in terre straniere?" rispose il cinese." Contrariamente a quello che i mezzi di informazione spesso sostengono e l'opinione corrente crede, la presenza cinese in Italia e a Milano non ha affatto il carattere dell'invasione. Una verità che emerge chiaramente dai dati statistici che vengono qui presentati, insieme a un'approfondita analisi della presenza cinese, illustrata attraverso interviste e conversazioni con diversi cinesi oggi attivi in Italia, che raccontano le loro storie di migranti, e con autorevoli personaggi milanesi: don Roberto Davanzo della Caritas, l'assessore Majorino e l'ex vicesindaco De Corato. Con un'appendice su "Civiltà, cultura e società della Cina" di Roberto Borgonovi.

IL LIBRO

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