A cura di Maria Teresa Orsi
Illustrazioni di Yamaguchi Itaro
«Il Genji monogatari viene spesso indicato
come il primo esempio di romanzo psicologico.
Se simili attribuzioni suonano sempre
alquanto arbitrarie, leggendolo non si
può evitare di avvertire quanto si proceda
in profondità nello scandagliare l'animo
umano e come il quadro che ne deriva
sembri spesso in sintonia con il modo di
sentire di oggi. Da questo punto di vista,
esso merita a buon diritto il titolo di classico
della letteratura universale, sebbene
solo di recente, in pratica poco piú di cento
anni, sia entrato nell'orizzonte culturale
occidentale e abbia preso a influenzarlo.
La sua modernità risiede nella precisa volontà
dell'autrice di non limitarsi a presentare
intrecci tali da attirare l'attenzione e
distrarre dalle pene quotidiane, ma anche
di trasmettere sensazioni e sentimenti nella
convinzione che altri possano e debbano
condividerli. (...) Da questo punto di
vista il collegamento con i grandi romanzi
occidentali appare inevitabile, ma ogni
forma di confronto, classificazione e competizione
si rivela alla fine incongrua. Si
può dire che Murasaki Shikibu ricorda nelle
sue introspezioni Proust o che il Genji
monogatari sta al mondo cortese dell'anno
Mille come Madame Bovary sta al mondo
borghese dell'Ottocento.
Ma il Genji monogatari non può non essere letto, analizzato, se possibile apprezzato, come un'opera profondamente, organicamente medievale. (...) Non è possibile tagliare in due il romanzo, distinguendone una parte "universale", che attiene a sentimenti riscontrabili in ogni tempo e a ogni latitudine, e quella frettolosamente catalogata come caduca, fatta di annotazioni riconoscibili solo da chi si muove in un mondo ormai scomparso e utili a perpetuarne la perfezione formale. Questi due aspetti sono in realtà del tutto inscindibili, si compenetrano e si giustificano l'un l'altro».
(Dall'introduzione di Maria Teresa Orsi)
Ma il Genji monogatari non può non essere letto, analizzato, se possibile apprezzato, come un'opera profondamente, organicamente medievale. (...) Non è possibile tagliare in due il romanzo, distinguendone una parte "universale", che attiene a sentimenti riscontrabili in ogni tempo e a ogni latitudine, e quella frettolosamente catalogata come caduca, fatta di annotazioni riconoscibili solo da chi si muove in un mondo ormai scomparso e utili a perpetuarne la perfezione formale. Questi due aspetti sono in realtà del tutto inscindibili, si compenetrano e si giustificano l'un l'altro».
(Dall'introduzione di Maria Teresa Orsi)
«Essendo nato in questo mondo in una posizione privilegiata,
non vi era nulla di cui dovessi essere insoddisfatto, ma d'altro canto
non posso fare a meno di pensare di aver avuto un destino molto piú
infelice di quello della gente comune. Forse ciò è avvenuto perché
il Buddha voleva che mi rendessi conto della tristezza e della caducità
della nostra vita. Sono vissuto ignorando volutamente questa
verità e poi, giunto verso il tramonto della mia vita, ho conosciuto
la piú grande delle sventure e ora che sono consapevole del mio destino
e dei miei limiti, mi sento in qualche modo libero».
Murasaki Shikibu, La storia di Genji
Murasaki Shikibu, La storia di Genji
In uscita a fine aprile
I millenni
pp. LVI - 1440
€ 90,00
Murasaki Shikibu (ca 973 - ca 1014) apparteneva a un ramo secondario della potente famiglia Fujiwara. Il padre aveva avuto ruoli politici secondari, spesso lontano dalla capitale Kyoto, ma soprattutto era diventato famoso come studioso di letteratura cinese e giapponese. Ed è proprio alla scuola del padre che Murasaki raggiunge una competenza linguistica e letteraria inconsueta per una donna del suo tempo. Grazie a questa fama di donna colta, viene chiamata nell'entourage dell'Imperatrice Shoshi. Sotto quest'alta protezione, durante il primo decennio dopo l'anno Mille, può attendere alla scrittura del Genji monogatari. Ha scritto anche un Diario e una raccolta di poesie.
La storia di Genji è già stata pubblicata in questa collana nel 1957, e più volte ristampata anche in edizione tascabile, tradotta da una versione inglese. Questa è la prima traduzione italiana dall'originale giapponese.
I millenni
pp. LVI - 1440
€ 90,00
Murasaki Shikibu (ca 973 - ca 1014) apparteneva a un ramo secondario della potente famiglia Fujiwara. Il padre aveva avuto ruoli politici secondari, spesso lontano dalla capitale Kyoto, ma soprattutto era diventato famoso come studioso di letteratura cinese e giapponese. Ed è proprio alla scuola del padre che Murasaki raggiunge una competenza linguistica e letteraria inconsueta per una donna del suo tempo. Grazie a questa fama di donna colta, viene chiamata nell'entourage dell'Imperatrice Shoshi. Sotto quest'alta protezione, durante il primo decennio dopo l'anno Mille, può attendere alla scrittura del Genji monogatari. Ha scritto anche un Diario e una raccolta di poesie.
La storia di Genji è già stata pubblicata in questa collana nel 1957, e più volte ristampata anche in edizione tascabile, tradotta da una versione inglese. Questa è la prima traduzione italiana dall'originale giapponese.
Maria Teresa Orsi insegna Lingua e Letteratura giapponese
all'Università La Sapienza di Roma. Ha pubblicato articoli dedicati alla
letteratura popolare e al fumetto giapponese e ha curato la traduzione e
la presentazione al pubblico italiano di testi classici e moderni: fra
gli altri, Racconti di pioggia e di luna di Ueda Akinari (Marsilio 1988), Sanshiro di Natsume Soseki (Marsilio 1990), Il figlio delta fortuna di Tsushima Yuko (Giunti 1991), Sotto la foresta di ciliegi in fiore
di Sakaguchi Ango (Marsilio 1993, premio della casa editrice Kodansha
come miglior traduzione in lingua italiana di un'opera giapponese) e I demoni guerrieri di Ishikawa Jun (Marsilio 1997). Ha curato per Einaudi le Fiabe giapponesi (I millenni, 1998) e La storia di Genji (I millenni, 2012), e per Mondadori Mishima, Romanzi e racconti (I Meridiani, 2004, 2006).
Leggi l'articolo del Corriere della Sera:
Murasaki, l'eternità è delle donne
Nel Giappone feudale un mondo femminile senza tempo
Leggi l'articolo del Corriere della Sera:
Murasaki, l'eternità è delle donne
Nel Giappone feudale un mondo femminile senza tempo

questa sarà la versione completa oppure verrà ancora spezzata in due come la precedente Einaudi? Attendevo da piu di 10 anni la traduzione in italiano dall'originale di questo meraviglioso capolavoro, sono commossa
RispondiEliminaCiao Nekomi, questa è la versione completa tradotta per la prima volta dal giapponese antico all'italiano! Finalmente!!
RispondiEliminaNonostante tutto 90€ son troppi....
RispondiEliminaD'accordo con Galiriel Yume (26 aprile 2012): "Nonostante tutto, 90 euro sono troppi..." Ma è ora che gli yamatologi italiani pretendano dagli editori che i classici giapponesi, tradotti direttamente dal giapponese, siano pubblicati in volumi che riportino anche il testo giapponese originale,almeno nella traslitterazione in romaji/Hepburn (ma possono riportare i testi originali anche in kanji e kana, con i kanji letti in hiragana, come ha fatto Hikuko Sagiyama co il bellissimo volume di divulgazione tra noi del Kokin Waka shu - Ariele Milano)
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