martedì 4 dicembre 2012

La giocatrice di Go

di Shan Sa

Nella piazza dei Mille Venti, davanti a una antica scacchiera di go incisa su una tavola di granito, sulla quale un’infinità di partite sembra aver impresso visi, pensieri e preghiere, in mezzo ai giocatori coperti di brina che assomigliano a pupazzi di neve, una ragazza celebra la sua centesima vittoria.
Dall’altra parte del mar di Giappone, mentre su Tokyo cade la prima neve, un giovane, le mani piatte sul tatami, si prostra davanti all’altare degli antenati prima di annunciare alla madre di dover partire con l’esercito giapponese alla volta della Manciuria.
Sulla scacchiera del mondo le loro due figure si avvicinano inconsapevoli, guidate dai misteriosi giochi della sorte,
fino a incontrarsi davanti a una scacchiera di go intorno a cui si intreccia la storia di due paesi e di due culture in guerra, la ricerca di una giovane alla scoperta di se stessa e un amore fatale.

L'autrice

Nata a Pechino nel 1972, iniziata dalla nonna alla pittura e alla calligrafia, Shan Sa ha pubblicato a otto anni i suoi primi racconti su varie riviste cinesi, seguiti tre anni dopo da una raccolta poetica e a quindici anni dall’ingresso nell’Associazione degli scrittori di Pechino, di cui è stata il membro più giovane. Nel 1990 ha lasciato la Cina e ha ottenuto la cittadinanza francese in seguito alla sanguinosa repressione di piazza Tien-an-men, al centro del suo primo romanzo in francese, Porte de la Paix céleste, pubblicato nel 1997 e vincitore del Prix Goncourt per l’opera prima. Con il suo secondo romanzo, Quatre Vies du saule, ha ottenuto il Prix Cazes nel 1999. La giocatrice di go ha vinto il Prix Goncourt des Lycéens 2001.

Il libro:
  • Brossura: 221 pagine
  • Editore: Bompiani
  • Collana: Tascabili. Best Seller
  • ISBN: 8845232883
  • Acquista cliccando qui

1 commento:

  1. "Le donne di piacere hanno una freschezza fuggevole, simile alla rugiada del mattino. Disincantate, sono le anime gemelle dei militari. L'opacità del loro sentimento rassicursa i nostri cuori fragili. Cresciute nella miseria, hanno l'angoscia della felicità. Dannate, non osano guardare all'eternità. Si attaccano a noi come naufraghi a tronchi galleggianti. Nei nostri amplessi c'è una purezza religiosa." SHAN SA pag. 66

    RispondiElimina