domenica 8 novembre 2015

Kodo il senza dimora

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di Kosho Uchiyama Roshi

Traduzione dal giapponese e commento di Shohaku Okumura

Sottraendosi alle illusioni di vanità, fama e denaro, Kodo Sawaki (1880-1965) visse 'senza dimora', viaggiando di tempio in tempio e attraversando il Giappone in lungo e in largo.
Personaggio complesso e multiforme, aveva molte caratteristiche degli antichi maestri zen: dinamico, coraggioso e non convenzionale. Secondo Uchiyama Roshi (1912-1998), che fu il discepolo a lui più vicino, la vera grandezza di Sawaki sta nel fatto che 'sprecò' tutta la vita seduto in zazen: un paradosso tipicamente zen che ben illustra la dedizione totale di Sawaki alla pratica meditativa. Commentando i detti lapidari del suo maestro, Uchiyama si è rivolto non solo ai praticanti ma ai lettori comuni, portando la pratica zen sul piano della vita quotidiana. Sawaki Roshi e Uchiyama Roshi parlavano del Dharma del Buddha utilizzando personali modalità espressive, senza fare uso di troppi termini tecnici. Si basavano essenzialmente sull'esperienza personale e utilizzavano un linguaggio colloquiale, con esempi concreti, familiari ai giapponesi. Fondamentali sono dunque le spiegazioni e i commenti che Okumura ha ritenuto utile fornire al lettore occidentale, per contestualizzare gli insegnamenti dei suoi maestri all'interno della storia e della società giapponese di quel periodo, e soprattutto per offrire riferimenti all'opera di Dogen zenji, perno fondamentale del pensiero di Sawaki.


KOSHO UCHIYAMA ROSHI (1912-1999), nato a Tokyo, dopo la laurea in filosofia occidentale è diventato monaco zen sotto la guida di Kodo Sawaki roshi. Nel 1965, alla morte del suo maestro, è stato nominato abate di Antaiji, un monastero allora situato alla periferia di Tokyo, dove ha dato grande impulso alla pratica. Nel 1975 ha lasciato la carica di abate e si è ritirato con la moglie a Noke-in, un piccolo tempio nei pressi di Kyoto. Ha scritto una ventina di libri sul buddhismo zen, tra cui traduzioni in giapponese moderno delle opere di Dogen Zenji, alcune delle quali sono state tradotte nelle lingue occidentali. Oltre a essere un grande maestro zen, era anche un maestro di origami, arte su cui ha pubblicato numerosi libri.

IL LIBRO

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