sabato 1 ottobre 2016

Bianca come la luna

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di Hwang Sok-Yong 

Traduzione di Andrea De Benedittis 

«È questo un libro sulla migrazione e sull'armonia. Se mi chiedessero a cosa assomiglia questo mondo, risponderei che e come uno stormo di uccelli che si alza e gira nel cielo. Spero che la mia scrittura permetta loro di posarsi di nuovo».
Hwang Sok-yong

«Hwang Sok-yong e senza dubbio il migliore ambasciatore della letteratura asiatica».
Kenzaburo Oe

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Bianca come la luna è la strada che porta lontano. È un drappo di luce all'interno del buio. L'unica strada da seguire per crescere e capire chi siamo noi e chi sono gli altri. Bari è una sciamana. Lei ha un dono: può conoscere il passato delle persone solo toccando il loro corpo e può parlare con le anime dei morti. La strada bianca condurrà Bari dall'inferno della Corea del Nord devastata dalla carestia fino in Cina e poi a Londra, dove abitano tutte le lingue e tutte le religioni. Una favola moderna che, attraversando le vite dei migranti e dei dimenticati, si spinge alla folle ricerca di pace e armonia fra gli uomini.

La principessa Bari è una sciamana e appartiene al mito. Nella leggenda coreana è la settima figlia femmina che viene ripudiata dal re suo padre e gettata in un fiume: il nome Bari significa, appunto, «abbandonata». Ma, una volta adulta, sarà proprio la ragazza a salvare la famiglia i cui membri si sono ammalati di un morbo misterioso e, dopo un lungo viaggio, a trovare l'acqua della vita e a guarire i suoi famigliari.
Ma Bari è anche una giovane donna che fra la fine degli anni Novanta e l'inizio del Duemila, dalla Corea del Nord devastata dalla carestia dove i cadaveri scivolano nelle acque del fiume Tuman e le strade sono piene di disperati alla ricerca di cibo, fugge prima in Cina e poi a Londra. Anche lei come l'omonima principessa nasce in una famiglia di sole femmine, anche lei viene abbandonata dalla madre e salvata dalla nonna che la protegge e le dà il nome della leggendaria principessa.
Con la nonna instaura il legame affettivo piú importante e da lei eredita i poteri sciamanici, che l'aiuteranno ad affrontare il mondo. Bari possiede infatti un dono: è in grado di avere visioni del passato delle persone e di entrare in contatto con le anime dei morti. Quando è ormai adolescente, dopo la dispersione della sua famiglia e la morte di molti dei suoi membri, è costretta a partire su una nave di clandestini alla volta dell'Europa. Sulla nave il racconto si muove su un piano allucinatorio in cui gli stupri, le violenze, l'orrore si confondono in un delirio visionario che permette alla ragazza di trascendere il suo corpo affamato e umiliato e quindi di sopravvivere.
Una volta a Londra la ragazza trova lavoro in un centro massaggi per guarire il corpo e consolare le anime dei suoi clienti. A Londra, dove abitano tutte le lingue e tutte le religioni, conosce la fatica ma anche la solidarieta della vita degli immigrati. Ognuna delle creature che Bari incontra ha infatti una storia spaventosa alle spalle, ha lasciato il proprio paese e porta con se uno stuolo di fantasmi amati ma ingombranti. Il condominio in cui abita, popolato soltanto da stranieri e in cui tutti sono solidali e generosi sembra finalmente suggerire la «possibilita di un'armonia pluralista».
E infine, pur patendo cosi tante disavventure da portarla ai limiti della follia, Bari (come ogni bella favola insegna) si salvera e capira che la vera conquista e il perdono. Ancora una volta Hwang Sok-yong, con grazia e determinazione, riesce a dar voce ai dimenticati offrendoci un'affascinante e scomoda favola moderna sulla fuga, l'esilio e i migranti. E sull'urgente bisogno di capire e di trovare nuove strade per la solidarieta fra gli uomini.

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