di Yasushi Inoue
traduzione dal giapponese di Gianluca Coci
“… sono già passati oltre sei anni dal giorno in cui il maestro Rikyu fu costretto a togliersi la vita facendo seppuku.
Prima ho detto di essermi
allontanato dalla Via del Tè perché era troppo segnata dal mio maestro,
ma questo non significa che mi sia allontanato da lui.
Anzi, ho
addirittura la sensazione di essere in grado di servirlo molto meglio da
quando vivo in completo isolamento, qui a Shugakuin: sento la sua voce
più volte al giorno e riesco anche a parlargli; rivedo il modo in cui
preparava il tè, sempre libero e indulgente, lasciandosi guidare
dall’ispirazione del momento; a volte mi ripete una delle sue frasi
preferite: ‘Dopotutto il Tè è la giusta combinazione di fuoco e acqua’;
gli pongo numerose domande alle quali risponde puntuale e volentieri.
C’è
tuttavia una domanda di fronte alla quale resta sempre in silenzio…
Accade quando gli chiedo cosa poteva essere e rappresentare quel
sentiero
che percorrevamo insieme nel mio sogno.
Ricordo che a
volte, quando era in vita, rifiutava di rispondere ai miei quesiti
gridando: ‘Questa non è una cosa da chiedere agli altri! Devi riflettere
da solo!’. Faceva orecchio da mercante e non diceva nemmeno una parola.
Vuoi vedere che anche a proposito di quel lungo sentiero di ghiaia che
mi è apparso in sogno devo trovare una risposta da solo?”
Capolavoro letterario e opera di grande profondità spirituale: la
prima edizione in italiano di questo romanzo, nell’eccellente traduzione
di Gianluca Coci, ci avvince con l’artificio letterario di un
manoscritto ritrovato e con un protagonista, il monaco Honkakubo, che
ricorda il suo grande maestro scomparso Sen no Rikyu e la sua oscura
morte, sullo sfondo delle lotte di potere nel Giappone cinquecentesco.
Sen
no Rikyu (1522-1591), “sistematizzatore” della cerimonia del Tè – la
cui essenza è condensata nei principi di armonia, rispetto, purezza e
serenità – si legò al leader militare Hideyoshi, che tuttavia lo esiliò
ordinandogli di compiere il suicidio rituale. Honkakubo dedica dunque la
sua esistenza al tentativo di capire i motivi di questo sopruso e della
mancata richiesta di grazia da parte del suo maestro, intrecciando la
bellezza rievocativa del racconto del Tè con la meditazione e gli
interrogativi sul destino, la vita e la morte.
Yasushi Inoue (1907-1991) è una delle figure di maggior rilievo della
letteratura giapponese. Skira ha pubblicato i suoi Vita di un falsario
(2014) e La lotta dei tori (2015).
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