prossimamente in pubblicazione per O Barra O Edizioni
Paek Namhui è una cantante pop di successo che, nonostante la sua notorietà conduce una vita appartata e piuttosto solitaria. Una sera, tornando nel suo nuovo appartamento a Seul, trova uno sconosciuto ad attenderla. Ha così inizio un sequestro surreale e una vicenda giudiziaria che le cambierà radicalmente la vita.
Traduzione di Suzanne Delorme
2013, pp. 174, € 10,00 (12.5x20.5cm)
978-88-97332-59-6
Giocato sulla ricostruzione a posteriori che la protagonista tenta di
fornire al procuratore O, incaricato di condurre le indagini, Interno
coreano con sequestro è un brillante thriller psicologico dove il piano
reale e quello soggettivo, il presente e il passato si intersecano in
ogni pagina, fino ad aprirsi a una sconvolgente rivelazione finale. Per
lo stile e i temi trattati, quali la solitudine, la sottomissione e i
meccanismi insondabili della memoria, questo romanzo rievoca le
atmosfere dei film dei più famosi cineasti coreani come Kim Ki-Duk e
Park Chan-wook.L’ AUTORE
Yi Ch’ ongjun appartiene alla generazione degli scrittori coreani nati sotto il colonialismo giapponese, cresciuti fra gli orrori della guerra tra nord e sud. Compie i primi studi a Kwangju, centro del movimento studentesco contro l’imperialismo giapponese. Si iscrive all’Università di Seoul e, per mantenersi agli studi, si arruola volontario nell’ esercito, per tre anni. Si laurea nel 1966 in Letteratura Tedesca. Inizia a collaborare con la rivista «Sasanggye». È stato uno dei più importanti innovatori della letteratura coreana riscuotendo un grande interesse di pubblico e di critica.
Grazie per l'articolo, avrei 2 domande:
RispondiElimina1) Questa è la seconda edizione del romanzo, perché già precedentemente era uscito per O Barra O Edizioni, con la traduzione dal francese di non si sa chi... Questa nuova pubblicazione ha almeno la traduzione dal coreano?
2) Non ho ben capito cosa si intende per "rievoca le atmosfere dei film dei più famosi registi coreani come Kim Ki-duk e Parck Chan-wook". Le atmosfere dei due registi sono ben diverse, non si possono raggruppare sotto un'unica categoria. Quindi, a quale atmosfere si avvicina di più?
Grazie in anticipo della risposta
Beh l'ultimo Pietà è molto "Parkiano"... :)
RispondiEliminaMmm... Non sono molto d'accordo, forse per tematiche alla trilogia della vendetta, ma per atmosfera no. Sicuramente non è affatto uguale a "I'm a Cyborg, But That's OK ", perché è un film surreale ed ironico, invece Kim Ki-duk è reale e magico. Mi piacerebbe avere una risposta anche per quanto riguarda la traduzione... :)
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