di Jake Adelstein
Un reporter nel cuore della jakuza
La Yakuza non è come al cinema, dimenticate Miike Takashi e Takeshi Kitano...
Reportage dall'interno della redazione di uno dei gruppi editoriali più in vista del Giappone
dagli inizi fino al momento in cui Jake incappa in una storia di quelle
brutte: il traffico di esseri umani e il coinvolgimento della Yakuza
con il Dipartimento di Stato americano che, in cambio di una lista di
nomi, concede un visto a persone nella lista di indesiderabili per
effettuare un trapianto di fegato...
la prosa è fresca, giornalistica, leggermente umoristica, di quell'umorismo occidentale di fronte alle stranezze asiatiche,
i giapponesi non ne escono benissimo, ma questo è prevedibile, del
resto lavorare in una redazione di nera non ti mette a contatto con
bella gente,
Jake racconta il suo lavoro, in modo un po' troppo
coinvolto per essere solo un cronista, ma quello che racconta è
interessante, la sua esperienza è preziosa per chi anela a conoscere la
società giapponese,
per capire i loro modi devi osservare le loro
relazioni, e spesso è di falsità che si parla, la giapponese è una
società con regole molto ferree e con strategie di un contorto
impensabile per un americano medio
consigliato a chi non ha gli
occhi abbagliati dalla melensaggine della Yoshimoto e ha davvero
desiderio di sapere come vive la gente tutti i giorni in situazioni non
molto diverse dalle nostre...
di Anna Maria Pelella
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