(da L'Indice dei libri del mese)
Una mamma rock e il sacchetto della felicità
Mitsuyo Kakuta, nata nel 1967 nella città di Yokohama della prefettura di Kanagawa, è una nota e importante scrittrice giapponese che si è laureata all'Università Waseda specializzandosi in letteratura. Esordisce durante il periodo degli studi universitari scrivendo e pubblicando romanzi per adolescenti con lo pseudonimo di Anzu Saikawa (pratica questa non rara in Giappone; molti autori utilizzano degli pseudonimi che, con il tempo, possono anche cambiare) e vincendo nel 1988 l'undicesima edizione del Gran premio Cobalt novel per la letteratura giovanile. Tuttavia è il 1990 a segnare una svolta importante nella sua carriera. In quell'anno, infatti, con Kôfukuna yûgi (Un gioco felice) debutta con il nome di Mitsuyo Kakuta aggiudicandosi la nona edizione del Premio letterario per esordienti Kaien e cominciando a scrivere romanzi rivolti a lettori adulti. È l'inizio di una carriera sfolgorante che negli anni seguenti la porterà ad aggiudicarsi altri nove importanti premi letterari e a divenire un'autrice di best-sellers.
| Mitsuyo Kakuta (fonte: reuters.com) |
Ed è proprio in tali antologie che possiamo trovare i medesimi temi, esposti certo in maniera maggiormente concisa, dei suoi romanzi. In Rokku haha pubblicata da Kôdansha nel 2007, che prende il titolo proprio dal racconto vincitore del Premio Kawabata Yasunari e che raccoglie sette storie edite tra il 1992 e il 2006, è racchiusa l'evoluzione della sua scrittura nel corso di più di un decennio. Per questo motivo Kakuta ha voluto includervi anche il racconto Yûbe no kamisama (Il dio della sera) candidato al Premio Akutagawa e scritto all'età di venticinque anni, di cui l'autrice non è del tutto soddisfatta ma che rappresenta un momento importante della sua vita letteraria.
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| Rokku Haha |
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| Mazakon |
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| Fukubukuro |
Mitsuyo Kakuta focalizza, come abbiamo appena visto, le sue opere sulla narrazione dei sentimenti umani, siano questi l'amore tra uomo e donna o i legami famigliari, e lo fa utilizzando uno stile e un approccio inusuali che le permettono di mostrarli da un angolo inconsueto. Arriva a formulare considerazioni per nulla banali sui grandi quesiti dell'esistenza quali la vita e la morte, delineati con un tocco solo in apparenza delicato e leggero ma in realtà profondo e meditato.




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