di Anna Maria Pelella
Correndo attraverso le macerie del comunismo
"Dobbiamo venire dalle masse, e verso le masse ritornare"
Dunhuang
(che è anche il nome di una città lungo la Via della Seta) è un piccolo
truffatore appena uscito di prigione, conosce una venditrice di dvd
pirata e i due si mettono presto a lavorare insieme...la vita nella
capitale più inquinata del pianeta non è certo facile, ma loro se la
cavano con mille espedienti e una buona dose di fatalismo
Coma
già Han Han, anche Xu Zechen racconta il presente di una nazione
antica, che ha subito tanti e tali di quei capovolgimenti da rendere
impossibile una definizione univoca del suo stato attuale...in Cina si
definisce comunismo quello che ormai è un'evoluzione della Politica di
Aperture e Riforme di Deng, a sua volta succeduta alla morte del Grande
Timoniere, è quindi normale che chi vive adesso sia un tantino
sbalestrato dal punto di vista dei riferimenti...non mancano le
meravigliose parentesi umoristiche per cui i cinesi sono famosi, e qua e
là piccole strizzate d'occhio al lettore che conosce anche solo un
pochino la storia contemporanea cinese
si tratta di una storia
semplice, senza fronzoli o abbellimenti di sorta, scritta in maniera
serrata, con una buona padronanza del linguaggio quotidiano di una
generazione persa a metà tra gli slogan che non funzionano più e il
capitalismo per i ricchi che finisce per impoverire ancora di più chi
ricco non sarà mai...
e le occhiate, sia pure occasionali, che il
lettore occidentale può dare di tanto in tanto dietro il velo di quello
che rimane uno dei paesi più lontani e sconosciuti che ancora resistono
al nostro desiderio di conoscenza, sono sempre una gradita sorpresa...
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