di Pallavi Aiyar
Feltrinelli, 176 pagine, 14 euro, traduzione di Monica Pesetti
Tofu e Soia, i due gatti protagonisti del romanzo, vivono negli
Hutong di Pechino nel bel mezzo dell’epidemia di Sars, quando arrivano
le masse di lavoratori migranti per le Olimpiadi, e nel momento in cui
scoppia lo scandalo del cibo per animali, da cui la storia prende avvio.
Il dorato e soffice Soia proviene da una famiglia della classe media,
mentre Tofu è dei bassifondi e più saggio. Entrambi sono adottati,
ancora gattini, da una coppia di waiguo (stranieri), chiamati
Signore e Signora A. Tutto va alla grande fino a che non si ritrovano
sotto a una nuvola nera. Sta piovendo. Soia è impegnato ad ammirarsi
nella pubblicità del cibo per animali per la quale ha fatto da modello, e
non si accorge che Tofu è prelevato dal furgone dei randagi nel
sospetto che sia un portatore del bing du
(virus). Soia non può fare a meno di sentirsi colpevole.
Il cibo per
animali torna poi nella storia al centro di uno scandalo. Soia e Tofu
sono personificati come due esponenti di classi diverse che cercano di
sopravvivere nel contesto urbano: “Qual è il valore del denaro se può
essere consumato così facilmente? L’apprendimento non finisce mai, la
saggezza non ha limite. Riempi la tua testa piuttosto che le tue tasche e
non potrai mai essere derubato”.
L’incredibile storia di Soia e Tofu, inframezzato da pillole
di saggezza come questa, tocca diversi aspetti dell’evoluzione della
società cinese nei primi anni duemila, quando persone, stili di vita e
culture erano in aperto conflitto. Apprezzabile la raffinata qualità
delle emozioni, la semplicità e la franchezza della prosa di Aiyar. Per
scrivere il libro l’autrice ha attinto alla sua personale esperienza di
proprietaria di due gatti, Tofu e Caramel, e il suo amore per i felini
l’ha aiutata a calarsi nel mondo dei gatti cinesi, popolato da attivisti
per la protezione degli animali, veterinari e sagge nonne che, in
parte, sono diventati personaggi del libro. Prendendo ispirazione dai
sei anni vissuti nella capitale come corrispondente dalla Cina per i
giornali indiani e come insegnante di inglese al Bejing’s Broadcasting
Institute, Aiyar ha scritto un libro piacevole non solo per chi ama la
cultura cinese e i gatti, ma per chiunque voglia leggere una storia
bella e leggera.-
Pallavi Priyadarshini, The Asian Age
Trama:
Contrariamente all'opinione comune, non è per niente facile la vita di
un gatto. Soprattutto a Pechino. Lo sanno bene Soia e Tofu. Soia è
grosso, rosso e baldanzoso. È convinto di essere il più abile cacciatore
al mondo di libellule, anche se non ne ha ancora catturata una. Tofu,
invece, è una piccola randagia: nata in un bidone della spazzatura, è
più timida e schiva. Pur essendo così diversi tra loro, quando vengono
allontanati dalle rispettive famiglie e si ritrovano a vivere insieme
nella stessa casa, i due diventano inseparabili. Soia, più esperto,
guida Tofu nel mondo degli umani, queste creature così poco abili a
comunicare che non comprendono nemmeno il significato dei suoi miagolii e
dei movimenti della sua coda. E Tofu ben presto impara la regola più
importante: mai varcare il cancello del giardino, là da dove un giorno
spunta il volto sorridente di Xiao Xu. Trionfante, l'uomo annuncia che
un'azienda che produce cibo per gatti ha scelto Soia come testimonial
per una grande campagna pubblicitaria. È l'inizio di un'incredibile
avventura, grazie alla quale i due gattini esploreranno il mondo al di
là degli hutong del centro di Pechino e, affrontando sfide e pericoli,
diventeranno grandi. Una toccante storia da leggere a mente aperta e
senza preconcetti, come farebbe un bambino, per scoprire che gli animali
protagonisti di questo romanzo non sono poi tanto diversi dagli uomini.
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Pallavi Aiyar, scrittrice e giornalista indiana, ha conseguito una
laurea in Filosofia all’Università di Delhi, un master in Storia a
Oxford e uno in Comunicazione e Media alla London School of
Economics. Ha vissuto per sei anni nel cuore dell’antica Città imperiale
di Pechino lavorando come corrispondente estera per i quotidiani “The
Hindu” e “The Indian Express”. Nel 2007, grazie ai suoi articoli, ha
vinto il Prem Bhatia Memorial Award e nel 2008 ha scritto un saggio
sulla sua esperienza in Cina che ha ottenuto numerosi
riconoscimenti. Attualmente vive a Bruxelles con il marito, due figli e
due gatti, e scrive per il quotidiano finanziario “Business Standard”.

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