Dopo il bellissimo libro "La vegetariana" scritto dall'autrice coreana Han Kang (cliccando qui trovate la scheda), arriva in Italia un nuovo romanzo, Atti Umani.
Una palestra comunale, decine di cadaveri che saturano l’aria di un
«orribile tanfo putrido». Siamo a Gwangju, in Corea del Sud, nel maggio
1980: dopo il colpo di Stato di Chun Doo-hwan, in tutto il paese vige la
legge marziale.
Quando i militari hanno aperto il fuoco su un corteo di
protesta è iniziata l’insurrezione, seguita da brutali rappresaglie; Atti umani
è il coro polifonico dei vivi e dei morti di una carneficina mai
veramente narrata in Occidente. Conosciamo il quindicenne Dong-ho, alla
ricerca di un amico scomparso; Eun-sook, la redattrice che ha assaggiato
il «rullo inchiostratore» della censura e i «sette schiaffi» di un
interrogatorio; l’anonimo prigioniero che ha avuto la sfortuna di
sopravvivere; la giovane operaia calpestata a sangue da un poliziotto in
borghese. Dopo il massacro, ancora anni di carcere, sevizie, delazioni,
dinieghi; al volgere del millennio stentate aperture, parziali
ammissioni, tardive commemorazioni. Han Kang, con il terso, spietato
lirismo della sua scrittura, scruta tante vite dilaniate, racconta oggi
l’indicibile, le laceranti dissonanze di un passato che si voleva
cancellato.
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