Scrivere per Fukushima
Racconti e saggi a sostegno dei sopravvissuti del terremoto
Il
terremoto e lo tsunami che hanno colpito il Giappone l’11 marzo 2011
causarono la morte di oltre 15.000 persone, strapparono casa, scuola e
ufficio a un numero molto maggiore di individui e innescarono un grave
incidente presso la centrale nucleare di Fukushima, i cui effetti
dureranno per decenni. Questi eventi senza precedenti hanno costretto i
giapponesi a pensare e agire in
nuovi modi. In primis, tutti si sono sentiti in dovere di piangere i
morti e fare il possibile per prestare aiuto a coloro le cui vite sono
state sconvolte da questa enorme tragedia. Tutti si sono sentiti in
qualche modo vittime, nel presente e nel futuro.
E al contempo tutti si sono sentiti responsabili degli effetti che la contaminazione nucleare avrà sulle generazioni attuali e future, sia in patria che all’estero. Tutti - indipendentemente dal fatto che siano stati direttamente colpiti o no - hanno cominciato a riflettere su ciò che sarebbe giusto fare e su che cosa significhi realmente utilizzare l'energia nucleare. Gli scrittori, come sempre, non fanno eccezione. Jean-Paul Sartre, ad esempio, una volta si chiese cosa potesse fare la letteratura per i bambini affamati.
E al contempo tutti si sono sentiti responsabili degli effetti che la contaminazione nucleare avrà sulle generazioni attuali e future, sia in patria che all’estero. Tutti - indipendentemente dal fatto che siano stati direttamente colpiti o no - hanno cominciato a riflettere su ciò che sarebbe giusto fare e su che cosa significhi realmente utilizzare l'energia nucleare. Gli scrittori, come sempre, non fanno eccezione. Jean-Paul Sartre, ad esempio, una volta si chiese cosa potesse fare la letteratura per i bambini affamati.
E molti
scrittori giapponesi hanno cominciato a porsi domande simili: cosa si
può scrivere e cosa non si può scrivere? Che cosa può e dovrebbe fare
uno scrittore, oltre che scrivere? Che cosa possiamo offrire realmente? Il
danno causato dalla catastrofe e il processo di ricostruzione che è
seguito, da un lato, e l'incidente alla centrale nucleare, dall'altro,
hanno sollevato numerose questioni sulle quali è opportuno riflettere,
separatamente. In risposta al
primo problema, si sono cercate le parole giuste per piangere i morti e
incoraggiare i sopravvissuti, che cercavano di rimettersi in piedi, da
soli. Alcuni hanno scritto dei racconti nella speranza di offrire
conforto ai superstiti, mentre altri hanno composto dei requiem, come
fece nel 1923 Tsubouchi Shoyo, uno dei padri della letteratura
giapponese moderna, all’indomani del grande terremoto del Kanto. Spesso
si dice che “gli scrittori arrivano sempre per ultimi”. Alcuni hanno
preso la decisione consapevole di non scrivere, pensando magari di
scrivere in merito a questi terribili eventi in futuro, quando essi
saranno già storia. Altri hanno messo in dubbio il valore della
scrittura creativa in casi del genere. Mentre altri ancora non hanno
esitato a scrivere, quando è stato chiesto loro di farlo.
Era (e
continua a essere) terribilmente difficile trovare le parole adatte per
confrontarsi con coloro che sono stati colpiti direttamente dal
disastro. Di fronte ai perduranti effetti dell’incidente nucleare,
alcuni hanno versato copiose lacrime pensando ai parenti e agli amici
che a Fukushima hanno perso la vita; altri si sono uniti in
manifestazioni di protesta, chiedendo al governo e alla società
elettrica di assumersi le responsabilità della loro cattiva gestione;
altri ancora hanno provato a riflettere sul modo in cui avevano vissuto
fino ad allora, dipendendo in larga parte dall’energia elettrica fornita
dal nucleare; e alcuni addirittura hanno sottolineato la necessità di
riconsiderare l’epoca moderna "progredita" in una tale direzione. Come
era ovvio che fosse, l’eco di queste reazioni si è estesa ben oltre i
confini del Giappone. Il mondo intero ha provato un dolore profondo e
una grande rabbia al ricordo delle tante catastrofi naturali che hanno
scosso il pianeta, degli incidenti che tutti i tipi di tecnologia hanno
causato, temendo che eventi simili potranno ripetersi ancora in futuro.
Ora,
per coloro che si guadagnano da vivere attraverso la scrittura, è
chiaro che proprio la parola scritta poteva costituire il più grande
contributo da offrire alla gente di Fukushima. Utilizzando metodi, stili
e approcci diversi, tutti gli autori giapponesi che hanno deciso di
partecipare a questo progetto hanno scelto di aiutare gli altri per
l’appunto attraverso la scrittura. Tutti loro hanno lottato in modi
diversi, accanitamente, con passione, e hanno scritto questa serie di
racconti che presto sarà resa disponibile in lingua italiana grazie agli
sforzi del curatore dell'edizione italiana della raccolta, Gianluca
Coci, e di altri volenterosi e noti traduttori. Tale progetto punta a
una seria riflessione, si propone di meditare - e di far meditare -
approfonditamente sulle conseguenze dei disastri e degli incidenti,
intende portare le parole nate dalla mente e dal cuore delle persone
coinvolte, direttamente o indirettamente, alle persone di ogni parte del
mondo.
Noi…
noi casa editrice, noi traduttori, noi grafici, noi editor, noi
tipografi e noi collaboratori tutti del mondo editoriale, speriamo che
il nostro lavoro di équipe riuscirà a trasmettersi fortemente a tutti
Voi… voi lettori, nella speranza di raccogliere dei fondi da donare alla
Croce Rossa. Ci
auguriamo davvero che questi racconti possano raggiungere il più ampio
numero di lettori e, alla fine, in qualche modo, speriamo possano
servire da aiuto a tutte le persone che hanno subito la tragedia di un
terremoto, in Giappone come in Emilia e in Abruzzo, nonché a tutti
coloro che stanno lavorando sodo per ricostruire le loro vite.
Atmosphere libri
Gli scrittori: Abe Kazushige, Aoki Jungo, Enjo To, Fukunaga Shin, Furukawa Hideo, Kashimada Maki, Kawakami Mieko, Kinoshita Furukuri, Makita Mayuko, Matsuda Aoko, Murata Sayaka, Nakamori Akio, Nakamura Fuminori, Yoko Ono Lennon, Shigematsu Kiyoshi, Tanikawa Shuntaro, Yoshikawa Yasuhisa.
I traduttori: Luisa Bienati, Luca Capponcelli, Tiziana Carpi, Gianluca Coci, Emanuela Costa, Gala Maria Follaco, Chiara Luna Ghidini, Matilde Mastrangelo, Andrea Maurizi, Maria Teresa Orsi, Antonietta Pastore, Tommaso Pincio, Sagiyama Ikuko, Paola Scrolavezza, Laura Testaverde.
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