La Cina conquista l'Africa
di C. Brighi, I. Panozzo, I. M. Sala
O Barra O Edizioni
Prefazione di Angelo Del Boca
Pechino si sta costruendo in Africa un futuro da superpotenza: una
penetrazione economica con risvolti politici e diplomatici. Dalle
motivazioni geopolitiche sino alle ripercussioni sociali, la storia di
un cambiamento negli equilibri mondiali.
E se il Continente Nero diventasse "giallo"?
"Safari cinese.
Petrolio, risorse, mercati. La Cina conquista l'Africa" (pagine 1 08,
Euro 12,50), è il titolo di questo avvincente libro, pubblicato dalle
Edizioni ObarraO, scritto da Ilaria Maria Sala, Cecilia Brighi e Irene
Panozzo. Si tratta di un libro molto importante per capire come si sta
muovendo la Cina sullo scacchiere internazionale. La potenza asiatica è
in piena crescita, commerciale e industriale, ma per poter tenere testa
agli USA ha bisogno di ingenti quantità di risorse energetiche.
Saggiamente, Pechino ha lasciato il Vicino Oriente agli USA (dove
questi, dopo le invasioni dell'Afghanistan e dell'Iraq si sono
saldamente insediati) e ha preferito, senza dare troppo nell'occhio,
penetrare nel Continente Nero, dove ha stretto rapporti di cooperazione
intensa con nazioni come il Sudan, la Nigeria, l'Algeria ,il Madagascar,
l'Angola, ricche di petrolio e gas. Pechino, esporta merci, realizza
impianti per lo sfruttamento petrolifero e, in cambio, ottiene
concessioni per l'acquisto di petrolio e gas a basso costo. L'Africa e
diventata la '"terra di conquista" dei capitali cinesi, e l'importanza
che Pechino dà a questi suoi Mattari africani è dimostrata dal fatto che
i pozzi petroliferi ottenuti in concessione dai governi di Sudan e
Nigeria, per esempio, sono vigilati da soldati cinesi.
Un libro
assai ben fatto, che si legge con grande interesse, e che ci aiuta a
comprendere sempre più le mosse del colosso cinese sullo scacchiere
internazionale. Lo potete richiedere nelle migliori librerie.
di Fabrizio
Legger
Dal sito dell'editore:
Il rapporto tra Impero di Mezzo e continente nero non è un fatto
recente. Dagli anni di Mao e del “socialismo africano” alla corsa di
Pechino al petrolio e alle ricchezze del sottosuolo africano, relazioni
di lunga durata si sono velocemente trasformate nell’ultimo decennio,
facendo dell’Africa la terra di conquista dei capitali cinesi.
Un’indagine
giornalistica, politica e sociale del legame sino-africano chiarisce le
motivazioni geopolitiche, le spinte economiche, le ripercussioni di un
cambiamento in atto negli equilibri mondiali e ne evidenzia le
contraddizioni emergenti.LE AUTRICI
Cecilia Brighi, sindacalista della CISL, si occupa della promozione dei diritti del lavoro nei programmi di internazionalizzazione delle imprese e delle istituzioni internazionali, con particolare attenzione ai paesi asiatici (Cina, India, Birmania, Pakistan). Fa parte del Consiglio di Amministrazione dell’OIL.
Irene Panozzo, giornalista dell’agenzia Lettera22, da anni si occupa di Africa. In particolare, ha condotto ricerche accademiche e pubblicato due libri sulla storia e la politica del Sudan. Con i colleghi di Lettera22 ha scritto Il dio della guerra (Guerini ed.) e Geopolitica dello tsunami (O barra O edizioni).
Ilaria Maria Sala, da diciassette anni in Asia, vive attualmente a Hong Kong. Collabora con Le Monde, Diario e il Domenicale del Sole-24 Ore. Presidente del Foreign Correspondents’ Club di Hong Kong, il maggior circolo della stampa estera in Asia, è coautrice di Geopolitica dello tsunami, di A oriente del Profeta (O barra O edizioni) e autrice di Il dio dell’Asia (Saggiatore).
IL LIBRO
- Brossura: 108 pagine
- Editore: O Barra O Edizioni
- Collana: Occidente-Oriente
- Lingua: Italiano
- ISBN-10: 888751027X
- ISBN-13: 978-8887510270
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