Il Sole 24 Ore
Anatra laccata e hot pot. Sapori dosati con sapienza e attenzione alla presentazione dei piatti. A Pechino mangiare è pura arte. Ecco le dritte per scegliere i ristoranti migliori. Senza sorprese spiacevoli.
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| Il ristorane vegetariano Pure Lotus, gestito da monachi buddshisti |
La nuova Pechino diventa gourmet. In città si mangia bene. Molto bene, e a prezzi contenuti. L'equilibrio dei sapori nella preparazione dei cibi e la ricercata presentazione dei piatti dettano legge. Almeno quanto la spettacolarità dell'interior design dei ristoranti. Dimenticate la cucina cantonese o le volgari imitazioni che avete provato in Italia. Niente a che vedere con quanto assaggerete nella capitale del Paese di Mezzo. Qui mangiare è pura arte. Importanti decisioni politiche e commerciali vengono prese a tavola, nelle raffinate salette vip che garantiscono la privacy più totale. I nuovi ricchi cinesi amano cambiare e difficilmente ritornano nello stesso posto. La scelta quindi non manca. Anzi.
Chef a vista
Il ristorante Made in China, supertrendy, va oltre il concetto della cucina a vista. I tavoli sono disposti a scacchiera tra le pieghe geometriche delle vetrate e i clienti sono in cucina, ma le pareti di vetro li proteggono da fumo e odori. Perfino il frigorifero e la dispensa sono trasparenti e diffusi tra i tavoli. Il servizio è eccellente quanto il cibo. Il capolavoro della casa è l'anatra laccata, servita con la pelle croccante. La carne, tenera e succulenta, è accompagnata da pancake serviti in un cesto di bambù. Un consiglio: la vera leccornia è intingere le sottili lamelle di pelle nello zucchero.
Al Pure Lotus, raffinato ristorante gestito da monaci buddhisti, la cucina vegetariana dà spettacolo. Luci soffuse, candele e grandi foglie fresche come sottopiatti. Le portate sono molto colorate, ma totalmente prive di spezie, nel rispetto delle regole buddhiste. Funghi, loto e gli altri ingredienti vegetali arrivano direttamente dal Monte Wutai. Come nei caravanserragli della Via della Seta, negli arredi del gemello pechinese del ristorante Face di Shangai si ritrova un mix di stili con pezzi antichi provenienti da Giava, Bali e Thailandia. Viaggiatori e uomini d'affari gustano la cucina Thai seduti a un tavolo lungo dieci metri, nel cortile di una ex scuola. Design ultraminimal, mobili contemporanei e cucina fusion al My Humble House, nel lussuoso Beijing Oriental Plaza, mecca dello shopping di lusso. Bellagio è invece il posto giusto dove farsi vedere prima di un tuffo nella vertiginosa nightlife pechinese: people watching assicurato. Qui, nonostante il nome italiano, si gustano i migliori piatti della cucina del Sichuan.
I sapori della tradizione
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| Il ristorante Hadilao |
Design nel locale e nei piatti al ristorante cino-brasilianoAlameda, celebre per l'ottimo rapporto qualità-prezzo. I camerieri, vestiti in nero, sono velocissimi nel servizio, il turnover è impressionante, ma la qualità rimane alta. Ogni piatto è un'opera d'arte visiva e degustativa. Evitate di arrivare nell'ora di punta di mezzogiorno per non aspettare troppo a lungo; il miglior orario è dopo le 14, quando la folla comincia a scemare. Cenare diventa un gioco da Haidilao. Provate l'hot pot, una sorta di bourguignon all'orientale. Sedetevi intorno al tavolo, al centro del quale troneggia un pentolone di brodo bollente e piano piano, grazie agli spiedini, cuocete quello che avete scelto: carpaccio di carne, funghi, verdure, insalata. Curioso il noodle show: un energico chef passeggia tra i tavoli facendo volare in aria la pasta, invece di tirarla su un tavolo con il mattarello.
Humus, pizza e pollo al curry
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| Il ristorante Bianyifang, aperto nel 1416 |



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