Il romanziere del mistero Edogawa Ranpo ha goduto di larga
popolarità in Giappone, dove è considerato un classico. Benché in
America e in Europa i lettori di narrativa fantastica e gialla lo
conoscano appena, è stato spesso citato dai recensori e dai critici
letterari come l’indiscusso decano della letteratura poliziesca
nipponica. Ina Telberg, che ha parlato di lui in un articolo uscito
sulla “Saturday Review of Literature”, The Japanese State of Mind, lo ha definito “uno dei più abili scrittori di detective story
del Giappone. Presidente del Club degli autori di polizieschi del
Giappone, se fosse tradotto in inglese forse acquisirebbe in America
parte della fama di cui ha goduto nel nostro paese il belga Georges
Simenon”.
Nel suo Queen’s Quorum (1951), dove stendeva l’elenco dei
più famosi giallisti del mondo, Ellery Queen lo nominava insieme alle
sue opere, ponendolo tra Agatha Christie ed Edgar Wallace. Aggiungeva
poi che “se si pronuncia ‘Edogawa Ranpo’ a voce alta e in fretta, il
nome diventa sempre più familiare, e non a caso, giacché si tratta della
trascrizione della pronuncia giapponese di ‘Edgar Allan Poe”.
Nella rubrica In and Out of Books, che appare regolarmente
nella “New York Times Book Review”, David Dempsey ha detto di questo
autore: “Il più celebre autore giapponese del mistero si chiama Edogawa
Ranpo. Ranpo ha adottato questo nome perché ammira molto Edgar Allan
Poe. Quando un americano in visita nel Sol Levante ha chiesto a Kamji
Hatano (un famoso psicologo giapponese) se per caso il pubblico
nipponico confondesse Ranpo con il vero Poe, Hatano ha risposto: ‘Oh,
no, Edogawa Ranpo è molto più famoso!’”.
Nella sezione dedicata agli pseudonimi dell’introduzione a Woman in the Dark di Dashiell Hammett (Donna al buio) ,
Rampo veniva collocato tra gli scrittori del “Metodo vocale”, perché
“quando Hirai Taro (il vero nome di Ranpo) decise di scrivere sotto
pseudonimo, risalì, con reverenza e correttezza, all’origine della
specie… ossia al padre della detective story”.
Figlio di un mercante che esercitava anche l’avvocatura, Edogawa
Ranpo o Rampo nacque il 21 ottobre 1894 a Nabaro, nella prefettura di
Mie. Passò quasi tutta l’infanzia a Nagoya, ma all’età di diciassette
anni si trasferì a Tokio per seguire gli studi superiori. Iscrittosi nel
1912 alla facoltà di economia dell’Università di Waseda, si laureò con
il massimo dei voti quattro anni dopo. Nei sei anni successivi fece
svariati lavori: impiegato di una ditta di import-export, contabile di
un cantiere navale, vicedirettore di un quotidiano, consulente giuridico
di agenzie di pubblicità e così via. Spesso, tra un’occupazione e
l’altra, sbarcava il lunario facendo qualcosa di più umile, come il
venditore di soba, i tagliolini giapponesi, tirando il carretto e suonando il flauto dal suono sinistro tipico di quegli ambulanti.
Solo nel 1923, l’anno del grande terremoto che distrusse l’intera
area di Tokio-Yokohama, scoprì la sua vera vocazione: scrivere racconti
misteriosi. Fino ad allora nessuno scrittore giapponese si era cimentato
nella moderna detective story, benché esistessero numerose traduzioni delle opere degli autori occidentali.
All’epoca esisteva un’unica rivista di mystery nell’intero Giappone,
“Shin Seinen”, che pubblicava traduzioni di famosi scrittori
occidentali come Edgar Poe, Arthur Conan Doyle, G.K. Chesterton, Richard
Austin Freeman.
L’allora disoccupato Ranpo, che fin dal liceo era stato avido lettore
di gialli europei e americani, da Osaka, dove abitava, spedì a ”Shin
Seinen” un racconto intitolato Nisen Doka (La moneta di rame da
due sen). Con sua grande sorpresa, glielo comprarono e pubblicarono
accanto alle storie di scrittori di fama mondiale. Quando l’editore lo
invitò a scrivere altri racconti, Ranpo non se lo fece ripetere due
volte e, poiché la sua fama di primo giallista del Sol Levante era
cresciuta a dismisura, si trasferì a Tokio per consacrarsi interamente
alla sua vocazione.
Nei trentun anni trascorsi da allora, ha scritto in complesso venti
romanzi, cinquantatré racconti e novelette, dieci romanzi per ragazzi e
sei saggi sulla letteratura poliziesca. Quest’antologia rappresenta il
meglio della sua produzione nel campo dei racconti brevi.
Converrà, presentando per la prima volta al pubblico occidentale
questo famoso autore nipponico, dare un breve riassunto della storia
della narrativa del mistero in Giappone.
Gli antichi racconti dei processi di corte importati dalla Cina furono le primissime detective story
lette in Giappone. Fu però solo nel 1660 che uno scrittore giapponese
si lasciò catturare da quei classici cinesi e cominciò a scrivere storie
analoghe. Nei successivi due secoli, vari altri autori si dedicarono a
quel tipo di narrativa, e il più famoso fu Saikaku Ihara, che nel 1689
pubblicò Verbali di processi tenuti sotto un ciliegio.
La successiva svolta giunse nel periodo Meji (1868-1912), quando il
giallo in stile cinese perse gradatamente popolarità e, in
corrispondenza con la rapida importazione, traduzione e vendita di
classici del poliziesco inglesi, francesi e americani, iniziò una nuova
epoca per la letteratura poliziesca del Sol Levante. Uno dei primi
traduttori delle opere occidentali fu Ruiko Kuroiwa, che dal 1887 al
1900 tradusse decine di romanzi, permettendo così ai lettori nipponici
di familiarizzarsi con la moderna crime story e il racconto di
suspense occidentale. Tra i molti autori che tradusse c’era una
prevalenza di francesi: quindici o sedici romanzi di Du Boisgobey,
quattro di Gaboriau, alcuni di Wilkie Collins, A.K. Green e altri, tutti
pubblicati a puntate dai quotidiani del Sol Levante.
In seguito molti altri traduttori volsero in giapponese opere di
scrittori inglesi e americani, finché, nel 1923, Edogawa Ranpo, con La moneta di rame da due sen, inaugurò la narrativa mystery autoctona.
Una volta rotto il ghiaccio, presto nacque una scuola di scrittura
moderna di pura impronta nipponica, nella quale la maggioranza degli
scrittori cercava di toccare temi, esprimere idee e adottare stili
originali, anziché copiare i predecessori e contemporanei occidentali.
Oggi, il Club degli autori di polizieschi del Giappone, fondato da
Edogawa Ranpo, è composto da oltre un centinaio di scrittori
professionisti che si rifanno alla scuola letteraria del loro paese e
forniscono agli appassionati del genere un costante, massiccio flusso di
misteri d’ogni tipo.
Interesserà forse ai lettori qualche accenno al modo in cui questo
libro è stato tradotto in inglese, perché l’operazione è stata condotta
in condizioni singolari. Benché legga e capisca benissimo l’inglese,
Edogawa Ranpo non riesce né a scriverlo né a parlarlo. Invece chi
scrive, un eurasiatico figlio di un inglese e una giapponese, pur
parlando correntemente il giapponese non riesce né a leggerlo né a
scriverlo, giacché ha studiato solo ed esclusivamente in scuole inglesi.
Così, per ciascuna riga tradotta, lo scrittore e io, il suo traduttore,
incontrandoci una volta alla settimana per cinque anni, abbiamo cercato
di superare le tante difficoltà nella comprensione del testo in questo
modo: Ranpo leggeva più volte ogni riga nella sua lingua, spiegandone
l’esatto significato fin nelle più piccole sfumature, mentre io sudavo
sulla macchina per scrivere volgendo una frase dopo l’altra in inglese,
finché lui era pienamente soddisfatto di quanto era stato scritto.
Se questo libro troverà o meno un posto permanente nella libreria dei
grandi classici mondiali del mistero è un interrogativo cui non
possiamo ancora rispondere, e i lettori occidentali, che al momento sono
inondati da massicce dosi dei romanzi al cardiopalmo di Mickey
Spillane, forse troveranno il ritmo tipicamente orientale di Rampo
piuttosto lento.
Comunque reagisca il pubblico, è fervida speranza di Ranpo che
l’uscita di questa antologia, il primo volume di racconti giapponesi del
mistero e del fantastico a essere pubblicato in lingua inglese, apra la
strada ad altri scrittori e che un giorno nella lista dei suspense più
popolari del mondo figurino anche autori del Sol Levante.
James B. Harris
Tokio, 5 febbraio 1956
Bibliografia Italiana di Edogawa RANPO (江戸川乱歩), pseudonimo per Hirai Tarō (平井太郎)
A cura di Andrea Vaccaro
(I titoli dei racconti sono in tondo, fra virgolette, quelli dei romanzi e delle antologie in corsivo. Le opere sono
indicate in ordine alfabetico di titolo italiano, senza tener conto dell’articolo)
La belva nell’ombra (Beast in the Shadows - 陰獣 Injū, 1928)
Mille Gru n. 14, Marsilio, 1992; 2002
Tascabili Marsilio n. 24, Marsilio, 1995
“Morte di un sonnambulo” (夢遊病者の死 Muyuubyou no shi)
M. La Rivista del Mistero n. 4, Edizioni Alacrán, 2007
Il mostro cieco (The Blind Beast - 盲獣 Mōjū, 1931)
Le Foglie n. 36, Marcos Y Marcos, 1994
“La sedia umana” (The Human Chair - 人間椅子 Ningen Isu, ott. 1925)
Galassia n. 221, Casa Editrice La Tribuna, 1976
Filmografia
Diversi racconti e romanzi di Edogawa Ranpo sono stati adattati
cinematograficamente, ma in Italia sono stati ufficialmente distribuiti
solo due film:
La casa delle perversioni (1976), regia di Noboru Tanaka, tratto dal racconto 屋根裏の散歩者 Yaneura no Sanposha, 1925
L’orrore degli uomini deformi (1967), regia di Teruo Ishii, tratto dal romanzo パノラマ島奇談 Panorama-tō Kidan, 1926
Siti di riferimento on line
http://inat.cool.ne.jp/rampo/english/
http://en.wikipedia.org/wiki/Edogawa_Rampo

Nessun commento:
Posta un commento