traduzione dal giapponese di Gianluca Coci
per la collana Asiasphere di Atmosphere libri
con una postfazione di Gianluca Coci
«Un viaggio surreale, un’interpretazione scura al confine tra la vita
e la morte, fantasiosa, diversa da qualsiasi cosa che uno abbia letto».
Tim Lepczyk
Un comune impiegato si risveglia una mattina con le gambe ricoperte da
germogli di ravanello giapponese, il daikon. In preda al panico, si
rivolge a una clinica dermatologica, dove viene operato d'urgenza da una
misteriosa equipe medica.
Mentre è ancora sotto anestesia, decidono di
trasferirlo in un limbo al confine tra i due mondi... Il malcapitato
protagonista inizia così il suo incredibile viaggio nel sottosuolo, a
bordo di un avveniristico lettino d'ospedale in grado di essere mosso
dalla forza del pensiero. Presto giungerà sulle rive del Sanzu, il fiume
dell'inferno buddhista, in un mondo popolato da personaggi enigmatici e
grotteschi dove risuonano le note di inni sacri e di brani dei Pink
Floyd: la sexy infermiera Libellula, il giovane americano esperto di
arti marziali Hammer the Killer, il circo dei demoni bambini, i custodi
delle terme della Valle Infernale e molti altri. Cercando di risolvere
il mistero di cui è vittima, il protagonista lotta per la salvezza,
sospeso tra la vita e la morte.
Abe Kōbō è stato uno scrittore giapponese (Tōkyō 1924-1993). Raggiunse
la notorietà nel 1951 con il romanzo La parete, che rivelò
immediatamente il suo eccezionale talento e la sua propensione per il
racconto allegorico e satirico di sapore surreale. I temi principali
sviluppati da Abe nelle proprie opere sono la fondamentale irrazionalità
della vita moderna, l'isolamento dell'individuo e l'impossibilità di
capire e farsi capire dal prossimo. Tra le sue opere più note: i romanzi
La donna di sabbia (1964), Il volto dell'altro (1964), La mappa
bruciata (1967), i drammi L'uomo che divenne un bastone (1958) e Amici
(1967). Dopo aver pubblicato i romanzi L'uomo scatola (1974) e
L'incontro segreto (1977), Abe riprese la pubblicazione di novelle
(rappresentativa della sua vena simbolico-realistica è L'arca ciliegio,
1984), e un'intensa produzione drammaturgica. Nel 1986 pubblicò Le
balene corrono verso la morte, che ottenne vasta risonanza in Giappone e
lo confermò come uno degli eredi spirituali di F. Kafka o S. Beckett.
Dopo un lungo periodo di silenzio, lo scrittore pubblicò nel 1991 il suo
ultimo romanzo, Il quaderno canguro (Kangarū nōto), che sviluppa uno
dei temi a lui più cari, quello dell'uomo trasformato progressivamente
in un oggetto o in un vegetale, vittima dell'ambiente che lo circonda e
che gli nega ogni libertà.
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