di Elettra Casalin e Yu Wang
Come si dice Coca Cola in cinese? Non Coca Cola ma Kekoukele, che significa “gustosa e divertente”. Decidere come farsi
chiamare in Cina non è facile, anche perché la semplice traslitterazione
del nome può dar luogo a effetti comici o imbarazzanti: “Giuseppe”, ad
esempio, può diventare Zhusaibei, che significa “maiale tappato con conchiglie”.
Comprendere
gli usi e costumi cinesi è indispensabile per chi si reca in Cina per
affari, importante per chi pensa di andarci per lavoro e interessante
per chi è semplicemente curioso di conoscere una cultura lontana e a
prima vista impenetrabile. Situazioni quotidiane, come lo scambio di un
biglietto da visita o il comportamento da tenere a tavola, cose da fare e
da non fare, come soffiarsi il naso in pubblico, consigli pratici per
decodificare comportamenti apparentemente inspiegabili – perché, ad
esempio, i cinesi non dicono mai di no? – sono illustrati da una
sinologa italiana e da un’artista cinese che vive in Italia.
Molti di questi usi e costumi risalgono a una cultura millenaria che si basa sugli insegnamenti di Confucio e sull’Arte della guerra
di Sunzi. Conoscerli aiuterà a “farsi cinese tra i cinesi”, ad assumere
cioè quell’atteggiamento di curiosità e apertura che ha consentito a
Marco Polo e a Matteo Ricci di essere ammessi a corte e che costituisce
ancora oggi la chiave per entrare in relazione con la Cina.
IL LIBRO
Pagine: 208
Editore: Zanichelli

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