Piero Melati, "il Venerdì di Repubblica"
Può la passione essere una merce tanto preziosa da annebbiare anche la più lucida delle menti? E quando ci innamoriamo, come facciamo a capire di non essere soltanto caduti nell’ingannevole trappola dei sensi? Non resta che frequentare quella “scuola della carne” che è la vita.
In libreria La scuola della carne, romanzo del 1963 finalmente in Italia dopo cinquant'anni dalla sua pubblicazione in Giappone.
Taeko, elegante e avvenente trentanovenne, conduce una vita agiata e
godereccia, destreggiandosi tra l’atelier di cui è proprietaria, le
amiche con cui condivide racconti piccanti e gli eventi mondani.
Stereotipo della divorziata indipendente dell’alta società nipponica del
dopoguerra, dove il desiderio di occidentalizzazione si contrappone ad
antiche tradizioni e pregiudizi, Taeko non vuole rinunciare al proprio
stile di vita né alla libertà. Poi, una sera, incontra il giovane
Senkichi in un gay bar e l’attrazione è fatale. Una magia che scaturisce
dalla carne fresca e virile del ragazzo, dai suoi muscoli tesi, dai
lineamenti fieri del viso. La vita di Taeko cambia in un batter
d’occhio: proprio lei che aveva sempre voluto solo avventure si ritrova
irrimediabilmente in balìa di un giovane tanto bello quanto misterioso.
Ne scaturisce un gioco perfido e ossessivo. Ma chi è davvero la vittima?
Chi il carnefice?
La scuola della carne è un romanzo del 1963 finora inedito in
Italia. È stato portato sul grande schermo da Benoît Jacquot nel 1998,
con Isabelle Huppert nel ruolo della protagonista.
- Copertina flessibile: 238 pagine
- Editore: Feltrinelli (6 novembre 2013)
- Collana: I narratori
- Lingua: Italiano
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