venerdì 8 luglio 2016

Scritti sul cinema di Yasujirō Ozu

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A cura di Franco Picollo e Hiromi Yagi. Prefazione di Dario Tomasi

Edito da Donzelli Editore

Siamo felici di presentarvi questo prezioso libro che raccoglie gli scritti del maestro del cinema giapponese Yasujirō Ozu, senza dubbio il nostro regista preferito di sempre.
In "Scritti sul cinema", oltre a una curatissima prefazione e ad una interessante introduzione, possiamo leggere attraverso le parole del maestro Ozu le sue prime esperienze come aiuto regista, gli inizi della sua attività e del suo avvicinarsi al mondo del cinema giapponese.

Nella seconda parte del libro Ozu ci parla delle sue stesse opere, attraverso interviste, dialoghi e articoli dal lui scritti per alcune riviste dell'epoca.
Davvero interessante anche la terza parte del libro "Vado un attimo in guerra e torno", che raccoglie le lettere dal fronte di Ozu e altri scritti dell'epoca di guerra.
Un libro unico e ben curato che consigliamo vivamente, non solo agli amanti del cinema giapponese e orientale.

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La scheda del libro
Unanimemente considerato uno dei grandi maestri del cinema, Yasujirō Ozu, «il più giapponese dei registi giapponesi», continua a essere oggetto di culto. Il suo cinema pacato e delicatissimo è letteralmente venerato da registi e cinefili: in un recente sondaggio della prestigiosa rivista «Sight & Sound», 358 registi di tutto il mondo hanno indicato il suo Viaggio a Tokyo come il più bel film di tutti i tempi. La pubblicazione di questo libro è un vero e proprio evento editoriale: per la prima volta è a disposizione del pubblico occidentale una ricca selezione di scritti del maestro giapponese, concepiti in un arco di circa trent’anni, dal 1931 al 1962. Pagine intense, segnate da un amore incondizionato per il cinema, inteso come ragione di vita, che consentono di percorrere dall’interno la personalità del regista e, in ultima istanza, la sua umanità. Sono testi che coinvolgono a distanza di decenni e offrono spunti e commenti inediti sui suoi film, le tecniche e le teorie del cinema (famosa è la sua avversione per la «grammatica del cinema »), il cinema americano degli anni trenta e quaranta, la tragedia del conflitto sino-giapponese vissuta in prima persona come soldato al fronte, la dicotomia tra finzione e documentario. È la ricerca di armonia nei rapporti umani, il rischio della loro disgregazione e l’ineluttabilità dei cambiamenti ciò che sostanzia il tessuto narrativo delle tante storie «non storie» da lui raccontate. «Far sentire l’esistenza di ciò che chiamiamo vita senza utilizzare avvenimenti particolari», così Ozu descriveva il suo lavoro di cineasta, e forse è proprio questo che ha fatto dire a Wim Wenders: «Mai prima di lui e mai dopo di lui il cinema è stato così prossimo alla sua essenza e al suo scopo ultimo».

Gli autori:

Yasujirō Ozu (Tokyo 1903-1963) è un maestro del cinema giapponese e uno dei massimi registi di tutti i tempi. In quarant’anni di cinema Ozu ha realizzato cinquantaquattro film, nei quali, di fatto, ha affrontato in vari modi lo stesso tema: la vita familiare, e quasi sempre nell’ambiente della piccola o media borghesia. Tra i suoi film più celebri ricordiamo: Tarda primavera (1949), Viaggio a Tokyo (1953), Il gusto del sakè (1962).

Franco Picollo lavora presso la Fondazione Giovanni Agnelli. Nel 2010 ha creato Sonatine, un blog specialistico dedicato al cinema giapponese contemporaneo. Con Dario Tomasi ha curato il volume Kaos no kami. Sono Sion, Film Art, Tokyo 2011 (trad. it. Il signore del caos. Sono Sion, CaratteriMobili, Bari 2013).

Hiromi Yagi è stata docente di lingua giapponese manageriale presso l’Università Bocconi e di lingua giapponese avanzata presso l’Università di Torino. Tra le sue pubblicazioni, Comunicare giapponese (Egea, Milano 1998); Iwakan no Itaria [Un’Italia straniante], Shinyosha, Tokyo 2008.





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