domenica 12 luglio 2015

Intervista a Francesca Scotti

Foto di Michela Chimenti

Siamo lieti di pubblicare la nostra intervista a Francesca Scotti, scrittrice che vive tra l'Italia e il Giappone. E' suo il bellissimo romanzo "L'origine della distanza" edito da Terre di Mezzo di cui abbiamo pubblicato una scheda QUI. Per Elliot edizioni invece è da poco uscito "Il cuore inesperto", che potete trovare QUI. Tra gli altri lavori di Francesca Scotti ci teniamo a segnalare anche l'interessante prefazione al volume "Kiku-san, la moglie giapponese" edito da O Barra O, di cui trovate la scheda QUI.


Intervista

Ciao Francesca, vuoi presentarti ai lettori del blog?
Mi presento con un sorriso e con gratitudine per il tempo che mi dedicheranno!

Com’è il tuo rapporto con il Giappone? È una passione nata a poco a poco o si è trattato di un colpo di fulmine?
Al contrario di molti miei coetanei cresciuti con i famosi cartoni animati giapponesi, il mio incontro con l’universo nipponico è arrivato tardi. Sono cresciuta senza televisione ma con un pianoforte Kawai (costruito ad Hamamatsu), ed è stato proprio l’incontro con una compagna di conservatorio  tokyonese a incuriosirmi: grazie alle sue indicazioni e alla sua compagnia ho fatto un viaggio in Giappone otto estati fa. In Giappone ho trovato qualcosa che mi appartiene, non sono ancora riuscita a capire esattamente di cosa si tratti. Ma da quel viaggio non sono mai davvero tornata.

Il tuo romanzo “L’origine della distanza” ha come tema centrale proprio il Giappone, da dove nasce l’idea di questa storia d’amore ambientata nel Sol Levante?
Senza la mia esperienza di vita in Giappone questa storia non si sarebbe mai formata. Per quanto riguarda la genesi del libro credo che sia nato dal mio bisogno di ripercorrere, in chiave narrativa, e fissare, il mio primo anno di vita a Kyoto. Lo Tsunami del 2011 aveva da poco superato il suo primo anniversario e questo libro, pur non riguardando direttamente la catastrofe si nutre dell’energia delle relazioni, la ricerca dell’amore anche nei dettagli, del turbamento lasciato dietro di se da qualcosadi terribile e distruttivo. Vittoria si affianca al Giappone senza aspettative, così com’è stato per me, insieme lo abbiamo scoperto poco a poco, osservando e fantasticando. Abbiamo attraversato sapori nuovi, gesti diversi, ci siamo confrontate con una lingua che per lungo tempo è rimasta un rumore di fondo. Ci siamo perse felici nella curiosità e nella meraviglia delle piccole cose.

Quali sono i tuoi scrittori giapponesi preferiti?
Ogawa Yoko è senza dubbio la mia prediletta. L’Anulare è stato il suo primo libro che ho letto e per alcuni giorni non ho fatto altro che crepitare dal desiderio di averlo scritto io! Oltre a lei mi piace molto Tawada Yoko, anche se purtroppo in Italia non è arrivato quasi nulla e  Natsuo Kirino. E qui mi fermo altrimenti consumo tutto lo spazio dell’intervista!

Anche nel tuo ultimo romanzo da poco uscito per Elliot edizioni, “Il cuore inesperto” c’è un po’ di Giappone, anche se in minima parte. Pensi di scrivere nuovamente qualche altro romanzo o racconto ambientato in Giappone?
Ne Il cuore inesperto in effetti il Giappone è presente in un modo meno poetico, ma altrettanto essenziale: rappresenta la distanza. Un rifugio per la madre della protagonista, l’unico luogo nel quale riesca a sentirsi energica e creativa. Agli occhi della figlia Anita è però uno spazio vietato, del quale lei non conosce la lingua, e i codici. Un luogo con un altro sole e un’altra luna.  Anche in questo caso del Giappone emerge il fascino, il potere attrattivo che sa esercitare. E  la bellezza, ma in chiave “frigida” come direbbe Parise!

Attualmente vivi tra l’Italia e il Giappone, come ti trovi nel condividere queste due culture? Ce n’è una che preferisci?
Sono felice di questo continuo cambio di baricentro, ogni volta il sistema di riferimento è differente e io devo mettere in campo nuove risorse.  Credo che la miscellanea tra le due culture sia estremamente fortunata, nutrono parti del mio immaginario e del mio reale molto differenti e mi permettono un arricchimento costante. Sono entrambe terre meravigliose ma dotate di un rapporto con la bellezza completamente diverso.

Qualche anticipazione sui tuoi prossimi lavori?
Sto leggendo molto, ascoltando, guardando: questo è per me il modo per tornare a “riempire il pozzo”. Ho voglia di riprendere a scrivere e le idee cominciano ad affiorare. Quest’estate la passerò in Giappone e vorrei realizzare un percorso di testi e polaroid del quale spero di poterti raccontare presto. Visto che si parla di Giappone posso dirti che ho lavorato a un racconto ispirato al mondo manga che dovrebbe uscire on line (e illustrato) a settembre.

Grazie a Francesca per questa intervista!
La Biblioteca dell'Estremo Oriente

1 commento:

  1. Scusa, so che non c'entra ma volevo segnalare il video dell'intervento di SES Astra al Forum Europeo Digitale 2015 di Lucca: https://www.youtube.com/watch?v=T3pbOvu8T8Q

    RispondiElimina