domenica 20 luglio 2014

I delitti del labirinto cinese

di Robert van Gulik

Uno dei romanzi più riusciti della serie "I casi del giudice Dee"
O Barra O Edizioni


Il giudice si sentì raggelare f ino al midollo. Pure l ’aria era completamente immobile. Non una foglia si muoveva. Avrebbe voluto distogliere lo sguardo ma era come ipnotizzato da quell’ oscuro passaggio e sentiva il profondo desiderio di addentrarvisi. […] trasse un profondo respiro, poi si volse bruscamente e commentò con noncuranza: «Be’, sarà meglio che non ci avventuriamo nel labirinto senza esserci preparati!».

Un tribunale in completo abbandono e disertato da tutti i suoi funzionari, un attacco improvviso nei boschi a opera di un gruppo di briganti e di una donna, un insolito e preoccupante annuncio di morte rappresentano lo scenario che accoglie il giudice Dee e i suoi aiutanti nella cittadina di Lan-fang, estremo avamposto sulla frontiera occidentale del Celeste Impero, continuamente esposta alle minacce di invasioni barbariche.

Un fitto intrico di enigmi attendono di essere risolti dal magistrato più rinomato della Cina antica: chi si cela dietro il perfido Chien Mow, l’uomo che ha impunemente tiranneggiato Lanfang negli ultimi quattro anni? Come è stato assassinato il generale a riposo Ding Hoo-gwo nella sua stanza chiusa a chiave?
Chi ha rapito Orchidea Bianca, e cosa nasconde il criptico dipinto-testamento del celebre ex governatore Yoo? Ancora una volta il magistrato ci condurrà con astuzia e sagacia, attraverso apparenti vicoli ciechi, a trovare l’uscita del libirinto di misteri e misfatti che avvolgono la piccola cittadina di frontiera.

Con un attento e sapiente mix di azione, psicologia e ricostruzioni storiche, Robert van Gulik ci consegna uno dei suoi romanzi più riusciti della serie del giudice Dee.

IL LIBRO
Collana: in-Asia/Gialli
Traduzione di: M. Dèttore
Pagine: 314
Euro: 12,00 €
Formato: 12,5x20,5cm
Isbn: 978-88-97332-78-7

Robert van Gulik (Olanda, 1910-1967). È considerato il vero scopritore del giallo cinese. Trascorre l’infanzia a Giava, si specializza in sinologia all’Università di Leiden e, dopo aver conseguito il dottorato in Filosofia a Utrecht, intraprende la carriera diplomatica in India, Cina, Giappone, Malesia, in Africa e negli Stati Uniti. Tornato in Cina nel 1943, sposa una ragazza di una nobile famiglia di mandarini. “Un uomo occidentale con il cuore orientale”: fine sinologo e scrittore, calligrafo, musicista e antropologo, conosce alla perfezione il sanscrito, il giapponese e il cinese. Oltre ai suoi numerosi romanzi gialli, ha lasciato alcuni importanti studi sulla civiltà cinese tra i quali Erotic colour prints of the Ming period e La vita sessuale nell ’antica Cina (Adelphi).

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