domenica 29 giugno 2014

Ho il diritto di distruggermi, di Kim Young-Ha (recensione)


Un romanzo breve ma intenso, che ci catapulta direttamente nel mondo tutto coreano di un misterioso ragazzo che svolge un lavoro alquanto inusuale: aiutare le persone a suicidarsi.
Abbiamo quindi a che fare con un killer, due splendide ragazze che diventano sue clienti, due fratelli che condividono la propria passione amorosa per la stessa ragazza e una donna di Hong Kong incontrata dal killer in uno dei suoi viaggi all'estero (che toccheranno anche l'Italia).
Kim Young-Ha, già pubblicato in Italia con la raccolta di racconti "Che ci fa un morto nell'ascensore?" e la spy story "L'Impero delle luci" ci delizia con questa perla della letteratura coreana finalmente arrivata anche da noi.
Insieme al killer-narratore di "Ho il diritto di distruggermi" ci addentreremo nelle personalità delle sue clienti donne, che tramite le loro emozioni e allo stile narrativo ci porteranno ad una forte e reale empatia.
Ogni personaggio di questo romanzo è ben delineato e grazie ad una traduzione dall'originale curata da Andrea de Benedittis si ha veramente la sensazione di immergersi in un ambiente coreano, proprio come stessimo guardando un film.
Un romanzo cupo, intenso e molto scorrevole, da leggere dall'inizio alla fine senza mai fermarsi, per trovarsi a Seoul con la mente insieme alle fragili anime dei suoi abitanti qui descritti.

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