giovedì 15 maggio 2014

L'oca selvatica

di Ogai Mori

a cura di Lorenzo Costantini

L’oca selvatica (1915), tuttora uno dei libri più amati dello scrittore, narra la storia di Otama, la "ragazza alla finestra", e del suo amore impossibile per il giovane Okada. Romanzo rivolto con sguardo nostalgico verso un sogno di giovinezza e di illusioni perdute, spicca per la sapienza dell’impianto narrativo e il tratto sicuro nel delineare i personaggi in un’opera la cui vocazione è spesso quella di una "letteratura di idee". Proprio come al di sotto della brillante immagine di fedele funzionario governativo e artista di successo che Mori O-gai offriva emergevano le inquietudini di una vita divisa tra le esigenze della scrittura e il legame con uno stato autoritario e repressivo,
così, nel silenzioso e quasi inavvertito scorrere degli eventi del romanzo, si nascondono i temi cari alla riflessione dell’artista: la quotidianità minacciata dalla dimensione oscura e "notturna" dell’uomo, l’eccessivo rigore morale e la presa di distanza dalla realtà, sempre in procinto di mutarsi in gelido vuoto dei sentimenti.


Ogai Mori (1862-1922), scrittore, critico, medico, scienziato e traduttore, è - con Natsume S-oseki e Nagai Kaf -u - uno degli autori rappresentativi della letteratura giapponese moderna e insieme la figura di intellettuale che, pur possedendo una profonda conoscenza della cultura occidentale, più ebbe a cuore la difesa di quei valori tradizionali che il suo paese, travolto dall’incalzare dei nuovi tempi, sembrava aver smarrito. Scrisse racconti e romanzi brevi, come quello qui presentato, fondò «Subaru» (Pleiadi), un’importante rivista letteraria, e fece conoscere in Giappone molti autori occidentali con traduzioni eccelse in prosa e in poesia. Verso la fine della carriera si dedicò a romanzi storici e a biografie di personaggi dei secoli XVIII-XIX.

Lorenzo Costantini è laureato in lingua e letteratura giapponese presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Mori O-gai (1862-1922), scrittore, critico, medico, scienziato e traduttore, è - con Natsume S-oseki e Nagai Kaf-u - uno degli autori rappresentativi della letteratura giapponese moderna e insieme la figura di intellettuale che, pur possedendo una profonda conoscenza della cultura occidentale, più ebbe a cuore la difesa di quei valori tradizionali che il suo paese, travolto dall’incalzare dei nuovi tempi, sembrava aver smarrito. Scrisse racconti e romanzi brevi, come quello qui presentato, fondò "Subaru" (Pleiadi), un’importante rivista letteraria, e fece conoscere in Giappone molti autori occidentali con traduzioni eccelse in prosa e in poesia. Verso la fine della carriera si dedicò a romanzi storici e a biografie di personaggi dei secoli XVIII-XIX.



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