sabato 12 aprile 2014

Verso nord unonoveottootto, di Han Han (recensione)

di Anna Maria Pelella

Verso nord a bordo di una macchina scassata

proprio come è oggi la Cina: una macchina scassata messa insieme da mani amorevoli, mani che però non possono certo farla durare per sempre

"se sposi il gallo ti tieni il gallo, se sposi il cane ti tieni il cane. Bisogna accontentarsi di ciò che si ha"



"Confidai a un amico giornalista il desiderio di passare alla cronaca, dove credevo non circolassero bustarelle.
Lui ribattè: Punti in alto! Certo, alla cronaca niente bustarelle anche perchè, viste le cifre, in una busta non ci entrerebbero proprio, te le accreditano direttamente sul conto; chi pizzichi troverà il modo di accordarsi con te in automatico.
Replicai: Non era ciò che intendevo, non c'è proprio nessuno che abbia le mani pulite nell'informazione?
Certo che c'è, ce ne sono ovunque.
Dove?
Tutti a spasso."

L'ironia e la leggerezza con cui Han Han racconta un viaggio insieme a una sfortunata ragazza non riescono del tutto a mascherare l'amarezza e il dolore per le vite sprecate e per i sogni infranti degli idealisti di ogni latitudine e di ogni periodo storico...andare a prendere un amico non sempre vuol dire incontrarlo, e non sempre è vero che le prostitute non hanno il cuore, anche le parrucchiere e le massaggiatrici hanno dei sogni e non è detto che riusciranno a realizzarli pur lavorando duro tutta una vita...
interessante racconto, inframezzato con episodi della vita del protagonista che, mentre accompagna una ragazza a cercare il padre del suo bambino, si trova a rivivere il suo passato e a raccontarne solo le parti di cui non si vergogna, e il suo è un passato comune a molti giovani scrittori cinesi, l'adolescenza nelle campagne, la vita scoperta un po' per caso e infine la consapevolezza della propria capacità di raccontare cose in cui milioni di persone si riconoscono, anche se non sono mai state là...

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