lunedì 7 aprile 2014

Correndo attraverso Pechino, di Xu Zechen - RECENSIONE

di Anna Maria Pelella

Correndo attraverso le macerie del comunismo

"Dobbiamo venire dalle masse, e verso le masse ritornare"

Dunhuang (che è anche il nome di una città lungo la Via della Seta) è un piccolo truffatore appena uscito di prigione, conosce una venditrice di dvd pirata e i due si mettono presto a lavorare insieme...la vita nella capitale più inquinata del pianeta non è certo facile, ma loro se la cavano con mille espedienti e una buona dose di fatalismo



Coma già Han Han, anche Xu Zechen racconta il presente di una nazione antica, che ha subito tanti e tali di quei capovolgimenti da rendere impossibile una definizione univoca del suo stato attuale...in Cina si definisce comunismo quello che ormai è un'evoluzione della Politica di Aperture e Riforme di Deng, a sua volta succeduta alla morte del Grande Timoniere, è quindi normale che chi vive adesso sia un tantino sbalestrato dal punto di vista dei riferimenti...non mancano le meravigliose parentesi umoristiche per cui i cinesi sono famosi, e qua e là piccole strizzate d'occhio al lettore che conosce anche solo un pochino la storia contemporanea cinese
si tratta di una storia semplice, senza fronzoli o abbellimenti di sorta, scritta in maniera serrata, con una buona padronanza del linguaggio quotidiano di una generazione persa a metà tra gli slogan che non funzionano più e il capitalismo per i ricchi che finisce per impoverire ancora di più chi ricco non sarà mai...
e le occhiate, sia pure occasionali, che il lettore occidentale può dare di tanto in tanto dietro il velo di quello che rimane uno dei paesi più lontani e sconosciuti che ancora resistono al nostro desiderio di conoscenza, sono sempre una gradita sorpresa...

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