lunedì 17 marzo 2014

Pop Food, il cibo dell'etnografia

Curatrici: Zelda Alice Franceschi - Valentina Peveri

Questo volume si contraddistingue per la creatività che anima giovani e aspiranti studiosi; conserva un marcato carattere laboratoriale in relazione all’antropologia del cibo e della nutrizione. Si tratta di esperimenti originali sul cibo, sia di campo che di scrittura, elaborati tramite la raccolta di storie di vita, una osservazione ravvicinata, una fisica e concreta frequentazione dei luoghi e delle persone. Medesimi i temi di base che scatenano attrazione, nella Pop Art come in questi scritti: cibo e bevande, sigarette e altri beni di consumo; le case o i caffè come luoghi di commensalità o profonda solitudine; le strade e le sale da ballo; le automobili e la tecnologia; i simboli nazionalistici.



L’obiettivo è di mettere a disposizione di un pubblico ampio gli studi etnografici sul cibo del panorama bolognese. Le battaglie su cosa è sano, puro, tipico, tradizionale – nelle superurbane Londra e Tokyo, in Africa al mercato del pesce o sotto le brande dei dormitori universitari, nei menù scolastici in Chaco o nella ribollente sensualità delle cuoche di Bahia – sono filtrate “attraverso le lenti del cibo”. In questo volume-banchetto il lettore scoprirà nervi concettuali potenti della disciplina: il gusto come prodotto bio-culturale e in relazione ai concetti nutrizionali occidentali; il cibo come luogo di mescolanza di categorie dietetiche e culturali; il meccanismo della distinzione per la costruzione/invenzione della nazione; i gusti (tecnicamente) spartiti fra lusso e necessità; il dono e la reinterpretazione dei prodotti di scarto; la fortissima componente estetica del cibo e la relazione fra occhi e palato.

Zelda Alice Franceschi (1972) insegna Antropologia Culturale e Storia dell’antropologia all’Università degli Studi di Bologna (Scuola di Lettere e Beni Culturali). Ha conseguito il dottorato in Antropologia della Contemporaneità presso l’Università degli Studi Milano “Bicocca” (2002). Lavora nel Chaco argentino con popolazioni Wichí; i suoi ambiti di ricerca sono le storie di vita/ le autobiografie; la Memoria Culturale, autobiografica e traumatica, l’antropologia della nutrizione. Ha pubblicato: Le storie di vita. Percorsi nella storia dell’antropologia americana, Clueb, Bologna, 2006; Etno-grafie. La scrittura come testimonianza tra i Wichí, (a cura di Z. A. Franceschi), Odoya, Bologna, 2008; Razza, razzismo e antirazzismo. Modelli, rappresentazioni, ideologie, (a cura di Z. A. Franceschi), Odoya, Bologna, 2011; Annuario. Storie di vita (a cura di Z. A. Franceschi), Ledizioni, Milano, 2012 (zelda.franceschi@ unibo.it).

Valentina Peveri (1978) è antropologa culturale presso il Dipartimento di Storia culture civiltà dell’Università di Bologna. Ha insegnato Etnologia dell’Africa e Antropologia politica presso la stessa università. Assegnista di ricerca per il progetto Il gusto degli altri. Paesaggi e politiche del cibo nel Corno d’Africa, dal 2004 ha condotto ricerche di campo in Etiopia sulla fibra robusta di una pianta indigena e delle contadine che la coltivano. Nel 2012 dà alla luce L’albero delle donne. Etnografia nelle piantagioni e cucine d’Etiopia, I Libri di Emil, Bologna. Cuoca dilettante fuori e dentro la scrittura, partecipa attualmente a vari progetti nel campo del cibo e della nutrizione. Vive nelle campagne di San Giovanni in Persiceto circondata da pomodori e finocchietto selvatico (valentina.peveri3@unibo.it).

IL LIBRO:


  • Pagine: 240
  • Editore: I Libri di Emil
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