domenica 23 febbraio 2014

Tredici saggi sul T'ai Chi Ch'uan

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di Man-Ching Cheng

Un libro colto sulla teoria e la pratica del T'ai Chi Ch'uan: una filosofia, un'arte marziale, una forma di medicina, un esercizio di coltivazione di sé.

Partendo dalla propria trentennale esperienza di pratica del T'ai Chi Ch'uan e dallo studio dei grandi testi classici, il maestro Cheng Man Ch'ing spiega, facendo ricorso anche alla fisica e all'anatomia, come le posture e i movimenti di questa disciplina basata sull'attivazione dell'energia interna (il ch'i) agiscano, internamente, da principi energetici e, esternamente, come atti marziali sugli avversari.
Mostra come la pratica marziale sia fondata sulle forze centripete e centrifughe della sfera e dei triangoli che la compongono. Esplora, al di là delle tecniche terapeutiche della medicina occidentale e cinese, le relazioni tra gli organi nelle patologie e la dinamica necessaria per il loro trattamento. Cheng sostiene che la malattia (proprio come l'attacco di un avversario) è sempre un'opportunità di allenamento e che il praticante di T'ai Chi Ch'uan può diventare il medico di se stesso. Le arti marziali non sono un caso speciale di forza fuori del comune; non sono altro che una forma di applicazione delle leggi naturali e cosmiche. Il volume comprende tredici saggi sul T'ai Chi Ch'uan di Cheng Man Ch'ing, l'esposizione dei segreti orali tramandati dal suo maestro Yang Cheng-fu, le domande e le risposte a proposito dei testi classici del T'ai Chi Ch'uan, la descrizione delle trentasette posizioni della forma breve, illustrate con fotografie in bianco e nero del maestro, la descrizione delle tecniche di combattimento (push-hands, San Shou e Ta Lu).

‟Le arti marziali sono state sviluppate per accrescere tanto la saggezza quanto il coraggio. Nella filosofia cinese T'ai Chi è la madre di yin e yang. Non c'è nulla che non contenga. Il nome della nostra arte marziale deriva da questo primordiale T'ai Chi. ”

Cheng Man Ch’ing, pittore, poeta, calligrafo, medico, è considerato uno dei grandi maestri del T’ai Chi Ch’uan. Affetto da tubercolosi da giovane, si curò praticando quest’arte con il maestro Yang Cheng-fu, di cui divenne l’ultimo allievo. A quel tempo in Cina pochissime persone praticavano il T’ai Chi Ch’uan e non c’erano pubblicazioni sull’argomento. Cheng scrisse questo libro per comodità di insegnamento nel 1947, non lo poté pubblicare in Cina ma lo fece a Taiwan, dove si era trasferito, nel 1950. L’allievo di Cheng, Lo Pang-jeng, a lungo insegnante negli Stati Uniti, lo ha poi tradotto in inglese con l’aiuto dell’amico Martin Inn. Feltrinelli ha pubblicato Tredici saggi sul T’ai Chi Ch’uan (2006) e, nella collana digitale Zoom, Potente come un sottile foglio di carta (2013).

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