venerdì 13 dicembre 2013

Poeti e assassini, di Robert van Gulik

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di Robert van Gulik

In questo dodicesimo romanzo del ciclo di Van Gulik, il giudice Dee, il più grande detective della Cina del VII secolo è alle prese con un intricato caso di omicidio nel distinto ambiente dei letterati. Alla vigilia della Festa di Metà Autunno, uno studente dai modi gentili viene trovato assassinato: corre voce che a ucciderlo sia stato un demone-volpe.
Traduzione di A. M. Francavilla

2013, pp. 210, € 12,00 (12.5x20.5cm)
978-88-97332-62-6
Poche ore dopo, durante una fastosa cena in casa del magistrato, una giovane danzatrice muore mentre si sta preparando per andare in scena davanti agli illustri ospiti della serata: un monaco Zen famoso per la sua calligrafia, una bellissima poetessa e l’ex rettore dell’accademia imperiale. Nel tentativo di trovare un nesso tra i recenti crimini, l’intricata rete di tradimenti e gli eventi passionali delle decadi passate, il giudice Dee dovrà persino far visita a un bordello di alta classe e introdursi nello spettrale reliquiario della Volpe Nera.
L’ AUTORE
Robert van Gulik
(Olanda, 1910-1967) È considerato il vero scopritore del giallo cinese. Trascorre l’infanzia a Giava, si specializza in sinologia all’Università di Leiden e, dopo aver conseguito il dottorato in Filosofia a Utrecht, intraprende la carriera diplomatica in India, Cina, Giappone, Malesia, in Africa e negli Stati Uniti. Tornato in Cina nel 1943, sposa una ragazza di una nobile famiglia di mandarini. “Un uomo occidentale con il cuore orientale”: fine sinologo e scrittore, calligrafo, musicista e antropologo, conosce alla perfezione il sanscrito, il giapponese e il cinese. Oltre ai suoi numerosi romanzi gialli, ha lasciato alcuni importanti studi sulla civiltà cinese tra i quali Erotic colour prints of the Ming period e La vita sessuale nell’antica Cina (Adelphi).

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