lunedì 18 novembre 2013

Autobiografia di una gheisha, di Sayo Masuda

Prossimamente in uscita per O Barra O Edizioni

Il mondo glamour delle geishe di città è da tempo familiare a tutti noi grazie a opere di successo come Memorie di una geisha, ma ben poco sappiamo della vita delle geishe di provincia. L’autobiografia romanzata di Sayo Masuda svela altre realtà e costituisce un unicum nel panorama letterario giapponese.
Traduzione di Silvia Taddei

2014, pp. 200, € 16,00
Figlia illegittima, la dodicenne Masuda, dopo un’infanzia trascorsa presso uno zio, viene venduta a una casa di geishe e iniziata alle arti tradizionali quali la musica, il canto, la danza. Le costanti vessazioni, i rapporti di solidarietà e di rivalità con le ragazze della medesima condizione e la mercificazione del corpo costituiscono la quotidianità della sua esistenza, fino a quando un gangster coreano non mette gli occhi su di lei. In queste pagine pervase di candore disincantato, di angoscia e di coraggio, ma anche di una sottile vena di humour, Masuda, donna che la sorte non ha mai favorito ma nemmeno mai sconfitto, descrive con molta efficacia, attraverso la sua vicenda personale, il Giappone rurale del periodo bellico e dell’immediato dopoguerra.

L’ AUTORE
Masuda Sayo
(1925 – 2008) nasce a Shiojiri, una piccola città nella prefettura di Nagano, da padre sconosciuto. Compiuti dodici anni viene venduta a una casa di geishe di Suwa. Rimane analfabeta fino all’età di trent’anni. Nel 1957, dopo aver imparato da autodidatta i rudimenti della scrittura, invia alla rivista femminile «Shufu no Tomo» la bozza della propria autobiografia. Quest’ultima viene notata dagli editori della Heibonsha, che decidono di farne un romanzo. Nel 1959 Masuda apre un bar, che diventa un ristorante di grande successo. Dopo un duro apprendistato, nel 1961 ottiene la licenza di chef della cucina tradizionale giapponese. Muore nel 2008, dopo aver trascorso gli ultimi anni a Shiojiri.

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