giovedì 6 giugno 2013

Come l'acqua sul fiore di loto

di Hwang Sok-yong

Traduzione di Monica Capuani 
Quando di sera le lanterne rosse oscillano al vento, nell'aria si mescolano profumi e fragranze, vengono indossate vesti di seta leggera, si prepara il tè, si danza e si suona la pipa. E, notte dopo notte, si apprendono i segreti di una sessualità da usare con coscienza e dignità, perché l'acqua lambisca il fiore del loto, ma il fango non arrivi a sporcarlo.
Lianhua, Fiore di Loto, è il nuovo nome di Shim Chong. A quindici anni, la giovane viene venduta dal padre a un ricco mercante cinese e inizia la sua carriera di concubina. Da cortigiana a geisha, da tenutaria di bordello, a moglie di un potente occidentale, la storia di un apprendistato erotico, e umano, in un paese ricco di contraddizioni.



Il libro racconta la vita avventurosa di una giovane donna, Shim Chong.
Shim Chong ha solo quindici anni quando viene venduta dal padre vedovo (la madre è morta dandola alla luce) a un mercante cinese che la conduce in Cina per diventare la concubina di un ricco ottuagenario. Durante il viaggio in mare dalla Corea alla Cina, si consuma una cerimonia dopo la quale lei riceve un altro nome (e un'altra vita): diventa Lianhua, Fiore di Loto. Qui viene iniziata ed educata ai codici richiesti dal suo nuovo ruolo, a vestirsi, truccarsi, profumarsi per ricevere (quando la notte è illuminata dalle lanterne rosse) il suo signore: Padron Chen. L'uomo ha ottant'anni e, nonostante l'ardore che lo anima, alla sua morte, che sopraggiunge nel letto della giovane dopo una notte di amore, Fiore di Loto è ancora vergine. Ma per poco. Sarà infatti posseduta contro la sua volontà dal figlio scapestrato del padrone e in cambio verrà da lui condotta a Jinjiang per continuare il suo apprendistato nell'universo delle case da tè, dove le geishe danzano, suonano e cantano e servono gli ospiti che dopo aver giocato a mah jong, a dadi, a carte richiedono i piaceri della carne.
Le avventure di Lianhua si svolgono tra terra e mare, in residenze signorili, bordelli, regge e case da tè. Fiore di Loto viaggia da Nanchino a Taiwan a Singapore. Nella sua lunga vita è concubina, prostituta, geisha, moglie (il marito verrà condannato a morte tramite la pratica del seppuku), madre, tenutaria di case di piacere, fino a essere, per un breve periodo, anche una principessa.
Chong muore anziana, dopo essersi ritirata in una sorta di eremo insieme alla fedele dama di compagnia e a un monaco, confortata dall'affetto di una ragazza che, in un perfetto movimento circolare, sembra lei da giovane.
Sullo sfondo, Sok-yong descrive con precisione e lucidità i problemi legati all'enorme cambiamento che la Cina ha attraversato con il colonialismo e la modernizzazione. Ed è ben tratteggiata la fine di un mondo, un mondo inesorabilmente segnato dall'apertura all'occidente.

***

«Un grande autore. Un grande romanzo erotico, mitologico, sentimentale. Da gustare senza moderazione».

«Le Monde»

Hwang Sok-yong è nato in Manciuria nel 1943 e nel 1947 insieme ai genitori è stato esiliato a Seoul. È stato costretto a partecipare alla guerra del Vietnam con l'esercito americano ed è stato imprigionato per due volte per motivi politici (e per essere entrato nella Corea del Nord nel 1989). Il Premio Nobel Kenzaburo Oe lo considera «il piú grande ambasciatore della letteratura asiatica». In Italia, per Dalai Editore, ha pubblicato Il signor Han (2005), L'ospite (2006) e L'ombra delle armi (2007); per Einaudi, Come l'acqua sul fiore di loto (2013).

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In uscita a inizio giugno
Supercoralli Einaudi
pp. 384
€ 19,00
ISBN 9788806205348

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