domenica 5 maggio 2013

Sparire, di Fabio Viola

Partire per il Giappone alla ricerca di qualcuno e perdere se stessi. Un Lost in Translation letterario ed emozionante, tra sentimento e visioni

 

«Ci voleva un libro ambientato dall'altra parte del mondo per farci capire come siamo fatti: buoni o cattivi, poco importa. Quello che conta è sapere che sparire può voler dire ritrovarsi. Fabio Viola ha fatto questo, ha svuotato il peggior sentimentalismo e l'ha riempito con l'azzardo umano. Riconciliandoci con la lettura»
Marco Missiroli




Quando la sua ex fidanzata Elisa, trasferitasi a Osaka un anno prima e finita a insegnare l'italiano in un alienante centro multimediale, inizia a non dare più notizie di sé, Ennio, ancora legato alla ragazza da un sentimento che dell'amore conserva più che altro il senso di gelosia e possesso, parte per il Giappone alla vigilia del cataclisma che lo colpirà l'11 marzo 2011. Ma ben presto, quella che doveva essere l'urgenza di quel viaggio, e cioè ritrovare Elisa, inizia a sfumare in una ricerca disordinata, mentre Ennio, dalla vita annoiata e disincantata di figlio dell'alta borghesia romana, resta fagocitato nel gorgo di luci e segni di Osaka e da un Giappone tanto scintillante quanto sinistro e spietato. In una realtà che sembra sgretolarglisi intorno, per ricostruirsi sempre diversa e straniante, popolata da personaggi che hanno trovato nel Giappone l'occasione di una vita priva di fondamenta, Ennio finirà nelle zone del Paese più colpite dal terremoto e più esposte al rischio radioattivo di Fukushima, in uno scenario dominato dalla devastazione e dalla neve, e dove la ricerca di Elisa lascerà intravedere un epilogo.
Sparire è una storia d’amore e malinconia, della ricerca di un sentimento che esiste nel ricordo e nella cronaca di se stesso, di un Paese che attrae e tiene a distanza in egual misura. Un romanzo sull’impossibilità del raccontare la realtà e sulla supremazia del racconto sulla vita stessa.

[Guarda la videointervista all'autore su Rai Letteratura]

Hanno scritto di Fabio Viola:

«Un esordio misterioso e geniale, angosciante e grottesco»
Matteo Nucci, il Venerdì di Repubblica
«Un’efficace invenzione letteraria, un romanzo che ci parla di un’Italia volgare, individualista e disperata»
Roberto Carnero, Famiglia Cristiana

«Quasi un Lynch italiano, non un’imitazione»
Andrea Scarabelli, Rolling Stone

«Viola contamina i thriller postmoderni con il comico alla De Sica»
Daniele Giglioli, Alias – il manifesto
Fabio Viola è nato a Roma nel 1975 ma ha vissuto per un lungo periodo a Osaka (Giappone). Oltre a racconti in varie antologie ha pubblicato Italia 2 - viaggio nel paese che abbiamo inventato (minimum fax, 2008, con Cristiano de Majo) e il romanzo Gli intervistatori (Ponte alle Grazie, 2010). Ha tradotto alcune opere di Edmund White e Helen Humphreys. Collabora con «VICE Magazine Italia». Per la rivista «Galatea» ha curato tre reportage narrativi sul cataclisma che ha colpito il Giappone nel marzo del 2011.
 Martedì 7 maggio, non perdetevi la presentazione del romanzo presso l'università Cà Foscari a Venezia:


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