domenica 10 marzo 2013

Haruki Murakami, intervista inedita


Siamo lieti di proporvi questa intervista inedita ad Haruki Murakami, pubblicata in Giappone sulla rivista Da Vinci (n. 222, Ottobre 2012). In questa intervista, effettuata tramite email, alcuni ragazzi nati negli anni 80 hanno la possibilità di rivolgersi direttamente al loro autore preferito. Abbiamo tradotto dal giapponese per tutti noi le domande e le risposte più significative (e anche divertenti).


DOMANDA: 1Q84. Con Aomame è riuscito a creare un personaggio femminile molto indipendente e dalla forte volontà. Qual è stata la ragione che l’ha portato a questa tipologia di protagonista per il romanzo?
HARUKI MURAKAMI: Non c’è una ragione vera e propria. Mentre scrivo i personaggi nascono da soli, anzi, potrei dire che nascono proprio dalla loro volontà…

D: Per lei Aomame è un personaggio simbolo dell’attuale società femminile giapponese oppure è la “ragazza ideale”?
H M: Ho solamente pensato che un personaggio così sarebbe stato molto adatto all’interno della storia. I miei personaggi nascono mentre scrivo, non succede mai che io mi metta al lavoro con già un piano in testa.

D: L’amore di Aomame narrato in 1Q84 è sia verso il suo partner sia verso il bambino, pensa siano entrambi ugualmente importanti?
H M: Non ne ho idea, non ho mai avuto dei figli.




D: Tra amici spesso i maschi si chiedono quale potrebbe essere la fidanzata ideale tra tutti i personaggi femminili da lei creati, e come riportato anche nei risultati del sondaggio sul suo fansite, la n. 1 è sempre Yumiyoshi. Cosa ne pensa?
H M: Yumiyoshi… che tipo era? E’ un personaggio che creai ormai parecchio tempo fa perciò non ho nessun ricordo. Solitamente non rileggo mai i miei libri.

D: Sia in 1Q84 che in molti racconti brevi, i protagonisti sono figure femminili. Quando scrive come si pone per entrare al meglio nel personaggio?
H M: Quando scrivo una storia che vede per protagonista una ragazza, divento anche io una ragazza. Quando scrivo una storia che vede per protagonista un pesce, divento anche io un pesce. E penso “Ora mi è chiaro, è così che loro vedono le cose”. Ovviamente potrebbe trattarsi di un’allucinazione…

D: In merito alle scene di sesso, quali sono i punti a cui presta attenzione quando le descrive?
H M: Penso sempre che se potessi non ne parlerei, ma anche il sesso e la violenza sono parte integrante delle storie, perciò mi impegno e ne parlo.

D: Quando leggo un suo romanzo, vengo completamente rapito dal suo mondo e mi sembra proprio di staccarmi dal mondo reale. Quando smetto di leggere ed esco da questo magico mondo parallelo mi sento rinato. Come riesce a creare questa magia?
H M: Non penso si tratti di magia. Ogni giorno, alla stessa ora e per lo stesso tempo, mi metto al lavoro e il mondo del racconto comincia a nascere e si sviluppa. Può sembrare noioso ma l’importante sono l’impegno e la forza fisica.

D: Ci sono degli scrittori che l’hanno in qualche modo influenzata? Se sì potrebbe dirci quali?
H M: Ce ne sono davvero molti. Non solo scrittori, per esempio ho preso ispirazione anche da musicisti come Thelonious Monk o Stan Getz.

D: Oltre a scrivere lei traduce molti libri dall’inglese al giapponese. Come sceglie le opere da tradurre?
H M: Leggo molti libri e quando ne trovo uno che mi piace particolarmente penso “questo devo tradurlo”. Non traduco mai un romanzo o un libro su richiesta.

D: So che lei fa molto sport e anche per questo la ammiro molto. Purtroppo io non ne faccio molto anche se vorrei riuscire ad essere meno pigro. Ha qualche consiglio?
H M: Salire sulla bilancia tutti i giorni.

D: Cosa ne pensa dei nuovi social network come Facebook o Twitter? Quali sono secondo lei i pregi e i difetti di questo nuovo tipo di comunicazione?
H M: Non ho mai utilizzato ne l’uno ne l’altro e penso non ne avrò la necessità nemmeno in futuro.

D: Cosa ne pensa di coloro che si servono di Twitter per comunicare con le persone?
H M: Non avendolo mai utilizzato non saprei… Ciò che posso dire è che io non scrivo per suscitare simpatia nei lettori, ma più che altro per mettere ordine in me stesso. Per questo fino a quando non sono soddisfatto cerco di perfezionare quanto scritto. Se poi a qualcuno non dovesse piacere non posso farci nulla. E’ giusto che sia così. Le parole sono molto pericolose. Possono diventare una vera e propria arma. A seconda dell’occasione può ferire l’avversario ma anche te stesso. Io sono un professionista della parola, ma a volte mi fanno paura.

D: Sappiamo che la sua passione per la lettura e per la musica nasce sin dai tempi delle scuole medie. Ci può spiegare come è nata questa passione? Legge anche i manga?
H M: Leggere libri mi è sempre piaciuto. Tutto qui. Già a 10 anni leggevo moltissimi libri. Ora invece non più, preferisco tradurre con calma. C’è stato un periodo in cui leggevo anche i manga, ma recentemente non ne leggo quasi mai.

D: Nei suoi romanzi anche la musica svolge spesso un ruolo centrale. Che musica sta ascoltando recentemente?
H M: Recentemente ascolto soltanto musica molto vecchia. Praticamente solo su LP. Doc Watson, Charlie Parker. Vorrei ci fosse qualcosa di interessante anche nella musica moderna.

D: Ad un ragazzo o ragazza che non ha ancora letto i suoi romanzi, quale consiglierebbe per iniziare?
H M: Il primo che gli capita tra le mani. L’importante è essersi incontrati.

Traduzione dal giapponese a cura di: Mumford80 (La Biblioteca dell'Estremo Oriente)

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