martedì 12 febbraio 2013

Scrivere per Fukushima

Vi segnaliamo questa interessante antologia di racconti curata da Gianluca Coci, tradotta dallo stesso e da molti altri illustri traduttori. Il volume uscirà l'11 marzo per Atmosphere Libri e sarà a scopo benefico.

Scrivere per Fukushima

Racconti e saggi a sostegno dei sopravvissuti del terremoto


Il terremoto e lo tsunami che hanno colpito il Giappone l’11 marzo 2011 causarono la morte di oltre 15.000 persone, strapparono casa, scuola e ufficio a un numero molto maggiore di individui e innescarono un grave incidente presso la centrale nucleare di Fukushima, i cui effetti dureranno per decenni. Questi eventi senza precedenti hanno costretto i giapponesi  a pensare e agire in nuovi modi. In primis, tutti si sono sentiti in dovere di piangere i morti e fare il possibile per prestare aiuto a coloro le cui vite sono state sconvolte da questa enorme tragedia. Tutti si sono sentiti in qualche modo vittime, nel presente e nel futuro.
E al contempo tutti si sono sentiti responsabili degli effetti che la contaminazione nucleare avrà sulle generazioni attuali e future, sia in patria che all’estero. Tutti - indipendentemente dal fatto che siano stati direttamente colpiti o no - hanno cominciato a riflettere su ciò che sarebbe giusto fare e su che cosa significhi realmente utilizzare l'energia nucleare. Gli scrittori, come sempre, non fanno eccezione. Jean-Paul Sartre, ad esempio, una volta si chiese cosa potesse fare la letteratura per i bambini affamati. 

E molti scrittori giapponesi hanno cominciato a porsi domande simili: cosa si può scrivere e cosa non si può scrivere? Che cosa può e dovrebbe fare uno scrittore, oltre che scrivere? Che cosa possiamo offrire realmente? Il danno causato dalla catastrofe e il processo di ricostruzione che è seguito, da un lato, e l'incidente alla centrale nucleare, dall'altro, hanno sollevato numerose questioni sulle quali è opportuno riflettere, separatamente. In risposta  al primo problema, si sono cercate le parole giuste per piangere i morti e incoraggiare i sopravvissuti, che cercavano di rimettersi in piedi, da soli. Alcuni hanno scritto dei racconti nella speranza di offrire conforto ai superstiti, mentre altri hanno composto dei requiem, come fece nel 1923 Tsubouchi Shoyo, uno dei padri della letteratura giapponese moderna, all’indomani del grande terremoto del Kanto. Spesso si dice che “gli scrittori arrivano sempre per ultimi”. Alcuni hanno preso la decisione consapevole di non scrivere, pensando magari di scrivere in merito a questi terribili eventi in futuro, quando essi saranno già storia. Altri hanno messo in dubbio il valore della scrittura creativa in casi del genere. Mentre altri ancora non hanno esitato a scrivere, quando è stato chiesto loro di farlo. 

Era (e continua a essere) terribilmente difficile trovare le parole adatte per confrontarsi con coloro che sono stati colpiti direttamente dal disastro. Di fronte ai perduranti effetti dell’incidente nucleare, alcuni hanno versato copiose lacrime pensando ai parenti e agli amici che a Fukushima hanno perso la vita; altri si sono uniti in manifestazioni di protesta, chiedendo al governo e alla società elettrica di assumersi le responsabilità della loro cattiva gestione; altri ancora hanno provato a riflettere sul modo in cui avevano vissuto fino ad allora, dipendendo in larga parte dall’energia elettrica fornita dal nucleare; e alcuni addirittura hanno sottolineato la necessità di riconsiderare l’epoca moderna "progredita" in una tale direzione. Come era ovvio che fosse, l’eco di queste reazioni si è estesa ben oltre i confini del Giappone. Il mondo intero ha provato un dolore profondo e una grande rabbia al ricordo delle tante catastrofi naturali che hanno scosso il pianeta, degli incidenti che tutti i tipi di tecnologia hanno causato, temendo che eventi simili potranno ripetersi ancora in futuro.

Ora, per coloro che si guadagnano da vivere attraverso la scrittura, è chiaro che proprio la parola scritta poteva costituire il più grande contributo da offrire alla gente di Fukushima. Utilizzando metodi, stili e approcci diversi, tutti gli autori giapponesi che hanno deciso di partecipare a questo progetto hanno scelto di aiutare gli altri per l’appunto attraverso la scrittura. Tutti loro hanno lottato in modi diversi, accanitamente, con passione, e hanno scritto questa serie di racconti che presto sarà resa disponibile in lingua italiana grazie agli sforzi del curatore dell'edizione italiana della raccolta, Gianluca Coci, e di altri volenterosi e noti traduttori. Tale progetto punta a una seria riflessione, si propone di meditare - e di far meditare - approfonditamente sulle conseguenze dei disastri e degli incidenti, intende portare le parole nate dalla mente e dal cuore delle persone coinvolte, direttamente o indirettamente, alle persone di ogni parte del mondo.  

Noi… noi casa editrice, noi traduttori, noi grafici, noi editor, noi tipografi e noi collaboratori tutti del mondo editoriale, speriamo che il nostro lavoro di équipe riuscirà a trasmettersi fortemente a tutti Voi… voi lettori, nella speranza di raccogliere dei fondi da donare alla Croce Rossa. Ci auguriamo davvero che questi racconti possano raggiungere il più ampio numero di lettori e, alla fine, in qualche modo, speriamo possano servire da aiuto a tutte le persone che hanno subito la tragedia di un terremoto, in Giappone come in Emilia e in Abruzzo, nonché a tutti coloro che stanno lavorando sodo per ricostruire le loro vite.

Atmosphere libri

Gli scrittori: Abe Kazushige, Aoki Jungo, Enjo To, Fukunaga Shin, Furukawa Hideo, Kashimada Maki, Kawakami Mieko, Kinoshita Furukuri, Makita Mayuko, Matsuda Aoko, Murata Sayaka, Nakamori Akio, Nakamura Fuminori, Yoko Ono Lennon, Shigematsu Kiyoshi, Tanikawa Shuntaro, Yoshikawa Yasuhisa.

I traduttori: Luisa Bienati, Luca Capponcelli, Tiziana Carpi, Gianluca Coci, Emanuela Costa, Gala Maria Follaco, Chiara Luna Ghidini, Matilde Mastrangelo, Andrea Maurizi, Maria Teresa Orsi, Antonietta Pastore, Tommaso Pincio, Sagiyama Ikuko, Paola Scrolavezza, Laura Testaverde.

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