domenica 18 novembre 2012

Giappone, terra di incanti (parte 3)


Quest’anno Firenze ha celebrato l’arte e la cultura giapponese nelle sale più prestigiose di Palazzo Pitti, attraverso tre percorsi che ritroviamo qui in altrettanti volumi, editi da Sillabe Editore. Questi splendidi volumi da collezione ripercorrono le opere presenti alla mostra con moltissime immagini, introduzioni e approfondimenti.

Giapponismo. Suggestioni dell’ Estremo Oriente dai Macchiaioli agli Anni Trenta.

A cura di Vincenzo Farinella e Francesco Morena





Questa è stata la prima esposizione realizzata in Italia, dedicata a questo entusiasmante movimento artistico: il Giapponismo.
Fenomeno artistico indagato approfonditamente in altri paesi come la Francia, l'Inghilterra e gli Stati Uniti, il Giapponismo - ovvero le arti occidentali che fecero propri motivi ispirati all'arte giapponese – ebbe profonda influenza anche sull’arte italiana tra la metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. E non poteva essere altrimenti. Il Giappone fu 'scoperto' dagli occidentali in tutte le sue sfaccettature solamente nell'Ottocento: l'arcipelago estremo-orientale, infatti, era rimasto consapevolmente isolato dal resto del mondo per oltre due secoli, aprendosi soltanto verso il 1860. Da allora, grazie alla presenza di padiglioni giapponesi alle Esposizioni Universali e a quegli europei e statunitensi che soggiornarono nel Paese del Sol Levante, la passione degli occidentali per le arti e la cultura del Giappone si diffuse enormemente, assumendo in certi casi connotazioni di vera e propria 'mania'.

Non solo i manufatti e i costumi giapponesi entrarono prepotentemente nella moda del tempo (si pensi, ad esempio, ai ventagli, ai kimono e ai paraventi) ma, soprattutto, gli artisti trovarono nell'arte giapponese, e in particolare nelle xilografie policrome di artisti come Utamaro, Hokusai e Hiroshige, una fonte di ispirazione stilistica e tematica per rinnovare il proprio linguaggio. Così fecero i grandi delle avanguardie europee come Whistler, Manet, Degas, Vang Gogh, Gauguin e Monet, presente in mostra con un capolavoro 'giapponista', concesso in prestito eccezionale dal Musée d'Orsay di Parigi. Così fecero molti importanti artisti italiani, anch'essi coinvolti dalla ventata di radicali cambiamenti che allora travolgeva tutta l'arte occidentale.
Ne furono influenzati artisti italiani che fecero fortuna anche all'estero come De Nittis, ma anche personaggi che all'epoca sperimentavano nuove frontiere pittoriche in Italia, come i Macchiaioli toscani, Fattori, Signorini e D'Ancona in testa.

Ma il Giapponsimo compare in opere di artisti di ogni regione dell'Italia allora appena unita, per estendere la sua influenza stilistica fin nei primi decenni del Novecento. Da Tranquillo Cremona a Vittore Grubicy, da De Pisis a Cambellotti, da Michetti a Balla, da Boldini a Cavaglieri. Ispirando anche le maggiori manifatture del tempo, come la Richard Ginori, le vetrerie di Murano e le ceramiche di Galileo Chini.

Il libro:
Brossura: 270 pagine
Editore: Sillabe (26 aprile 2012)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8883476379
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