domenica 18 novembre 2012

Giappone, terra di incanti (parte 1)


Quest’anno Firenze ha celebrato l’arte e la cultura giapponese nelle sale più prestigiose di Palazzo Pitti, attraverso tre percorsi che ritroviamo qui in altrettanti volumi, editi da Sillabe Editore. Questi splendidi volumi da collezione ripercorrono le opere presenti alla mostra con moltissime immagini, introduzioni e approfondimenti.

Di linea e di colore - Il Giappone, le sue arti e l’incontro con l’Occidente

A cura di Francesco Morena 




Il libro, come la mostra, è dedicato all’arte giapponese dal XIV al XIX secolo, con un numero eccezionale di capolavori e opere di qualità straordinaria provenienti da importanti istituzioni museali di tutto il mondo.
Il Giappone di quei tempi era il paese degli shogun e dei samurai. Pur essendo maestri nell'uso di armi letali, i militari giapponesi svilupparono una superba sensibilità artistica e nei campi di battaglia esibivano armature di superba eleganza. Le loro armi da taglio erano opere la cui efficienza si coniugava con la bellezza, come dimostrano i due “Tesori Nazionali” inviatici dal Giappone per l'occasione: una spada (katana) e un pugnale (tantō) di splendida preziosità.

Ma all’epoca i giapponesi amavano circondarsi di opere d'arte di grande raffinatezza in tutti i momenti della loro vita. Nelle loro abitazioni e nei templi buddhisti e shintoisti trovavano spazio dipinti realizzati da artisti di grande talento, realizzati su paraventi dorati oppure su rotoli, destinati ad essere appesi alle pareti, quelli orizzontali o da ammirare su un tavolo, quelli verticali, un po' per volta quasi si trattasse di un fumetto. Gli shogun promossero quest'arte pittorica; a loro si deve anche lo sviluppo della Cerimonia del Tè, con le sue opere di disarmante semplicità, e forme di teatro molto sofisticate, nelle quali gli attori indossavano maschere a volte inquietanti e magnifici costumi di seta. Le dame vestivano elegantissimi kimono dai colori straordinari, e si dedicavano ai passatempi più in voga, come il gioco dell'incenso oppure la musica da camera.

Nel pacifico periodo Edo (1615-1868) nelle grandi città del Giappone (Tokyo, Osaka e Kyoto) si sviluppò contemporaneamente un'altra cultura, anch'essa molto raffinata, quella legata ai mercanti. E' l'Ukiyo, il “Mondo Fluttuante”. Una parte del volume è dedicata proprio alle forme artistiche predilette da questa categoria di cittadini. Assidui frequentatori dei Quartieri dei Piaceri, anch'essi amavano più di tutto la bellezza e l'eleganza: fu in quest'ambito che ebbero successo artisti come il grande Hokusai, presente anche in mostra con un suo straordinario capolavoro, un rotolo verticale, conservato nel Museo Hosomi di Kyoto, raffigurante Cinque dame.

Una sezione del volume è inoltre riservata all'incontro tra la cultura giapponese e quella europea, ed in particolare quella italiana, che data prima dell'inizio della Modernità. Attraverso l'esposizione di manufatti giapponesi di tipo Nanban (letteralmente “Barbari del Sud”, così come i giapponesi definivano gli europei tra il XVI e il XVII secolo) si rivivrà un periodo di feconde relazioni culturali e artistiche tra l'arcipelago nipponico e l'Europa.

Il libro:
Brossura: 591 pagine
Editore: Sillabe
Lingua: Inglese
ISBN-10: 8883476352
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