mercoledì 8 agosto 2012

Cultura giapponese – Il ventaglio (扇子, sensu)


Quel vanitoso battito d’ali, un linguaggio segreto tra le pieghe degli sguardi

Di Roberta Scorranese (La Lettura del Corriere della Sera)

Ihara Saikaku, vita di una donna licenziosa.

Il “mondo fluttuante” del Giappone di fine Seicento restituisce un universo mole di cortigiane e ragazze perdute, caste sociali simili a barriere e un codice comportamentale scritto negli oggetti. Il ventaglio, appunto: elemento indispensabile nelle danze delle fanciulle, ornamento per le cortigiane. In “Vita di una donna licenziosa” (1686, esemplare del genere “romanzi galanti”, dal quale Kenji Mizoguchi trasse ispirazione per il film “Vita di O-Haru, donna galante”, nel 1952) Ihara Saikaku utilizza il ventaglio per connotare una delle pochissime fasi felici e sentimentalmente stabili della protagonista, giovane cortigiana dalla singolare dignità, a discapito della decadenza morale.
Un commerciante di ventagli decide di sposarla, nonostante il suo passato e lei sospira: “Quale fortuna può capitare a una donna! Veniva chiamata la Signora della Casa dei Ventagli e spesso mi recavo al negozio in mezzo alle pieghettatrici e la mia figura attirava a tal punto l’attenzione che numerosi uomini mi pagavano, senza discussioni, ventagli di un numero di stecche superiore a quelle richieste”. In tutto il libro, il ventaglio è una difesa femminile eretta contro una società feudale che non ammette indipendenza economica e sentimentale.

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