sabato 18 febbraio 2012

"Le nostre ore felici" di Ji-young Gong

Dopo aver tentato il suicidio per tre volte, Mun Yujong, giovane professoressa universitaria, accetta l'invito della zia, Suor Monica, di accompagnarla nelle visite a un detenuto rinchiuso nel braccio della morte, sperando che questo incontro possa in qualche modo spingerla a vivere. L'uomo, Chong Yunsu, ha alle spalle un'infanzia tormentata: dopo il suicidio del padre e l'abbandono della madre, cresce in un orfanotrofio e poi per la strada, fino a quando, coinvolto nell'omicidio di tre donne, viene condannato. È attraverso un piccolo taccuino che tiene in cella che conosciamo il suo passato: ricordi di una voce dapprima sconosciuta che a poco a poco assume il volto dell'uomo in cui Mun Yujong si perderà.
Anche lei, pur provenendo da un famiglia agiata, è prigioniera di eventi traumatici mai superati. Con grande scetticismo, accetterà di incontrarlo ogni giovedì dalle 10 alle 13, per un mese: diventeranno le loro ore felici. Uno davanti all'altra, ed entrambi di fronte alla morte, le loro anime si apriranno lenendo ferite profonde e scoprendo quell'intimità e quella comprensione che la vita non ha concesso loro. Solo così Mun Yujong ritroverà una motivazione per vivere, riconciliandosi con quella rigida educazione cristiana cui si era ribellata con tutta se stessa; solo così riconoscerà la forza dell'amore e del perdono, abbracciando la colpa di Chong Yunsu, altrimenti destinata a non trovare mai pace.

LA RECENSIONE:

Ho visto prima il film tratto da questo libro e l'ho comprato per questo
sotto la rece del film che potrebbe essere anche quella del libroYu-jeong è stata famosa come cantante in un tempo ormai lontano. Adesso fa l'insegnate e combatte una depressione con tendenze suicide. Dopo il fallimento dell'ennesimo tentativo di togliersi la vita Yu-jeong accetta di accompagnare una suora ad un incontro con un condannato a morte, suo vecchio fan. Yun-soo un uomo rabbioso e taciturno riconosciuto colpevole di omicidio, nasconde con la rabbia un passato doloroso, e sarà su questo terreno che i due alla fine si incontreranno e potranno tentare una difficile riconciliazione con la vita e col passato.
Un tentativo di suicidio apre questa dolorosa riflessione sul passato di due persone ferite dalla vita. E alla fine una delle due morirà. Nel frattempo tra loro ci sarà il tempo di abbattere il muro eretto anni prima, a nascondere un dolore talmente grande da dover essere rimosso dalla coscienza.
Yu-jeong è una ragazza arrabbiata, che tenta il suicidio e odia sua madre, mentre Yun-soo ha ucciso e da allora si è chiuso in un silenzio carico di rancore. Nessuno riesce ad entrare in contatto con queste persone, la cui prima e unica caratteristica evidente è la rabbia. Ma l'incontro tra due storie, che alla fine si scoprono simili, non potrà che aprire la porta alla comprensione, unico sentimento in grado di guarire un'anima corrosa da un passato incancellabile.
Song Hae-Seong con mano abile ci porta all'interno del passato dei due protagonisti, mostrato sempre in soggettiva e nell'ambito delle confessioni che rappresentano l'unico vero momento di incontro tra i due. E se il parlarne porta alla coscienza il tempo inutilmente speso a rimuovere parte della propria vita, il semplice fatto di condividere con un altro lo stesso meccanismo di difesa, crea le basi per una guarigione che, se anche non restituirà di certo il tempo perso, di sicuro regalerà a uno dei due la possibilità di un futuro.
La scansione del tempo, in realtà pochissimo, a disposizione dei protagonisti segue un ritmo interiore, pertanto lentissimo e nel contempo dotato di sbalzi temporali. Il momento in cui tutto cambia viene lasciato semplicemente cadere, come un dono e come tale resta sospeso, fino a quello della resa dei conti finale con un passato che in realtà è il solo presente possibile, riproposto di continuo come una barriera per impedire qualsiasi futuro.
L'intensità del racconto è accentuata dallo svolgersi dei fatti quasi completamente in interni. E la buona prova di tutto il cast rende possibile l'identificazione con i personaggi e il confronto con i pesantissimi contenuti di una storia alla fine semplice, ma di grande spessore emotivo.
Altro non è possibile dire di un così sensibile e ben congegnato racconto, senza svelare parte del contenuto più intimamente connesso alla vera natura del legame che si instaura tra quelli che alla fine non sono altro che due sopravvissuti. L'invito per lo spettatore è a lasciarsi trasportare dalla magia di un legame impostato sulla negazione di un passato e basato su un dolore, che si trasforma semplicemente con l'ammissione stessa del proprio diritto all'esistenza.

Anna Maria Pelella

Maundy Thursday
titolo alternativo: Our happy time
titolo originale: Woo-ri-deul-eui Haeng-bok-han Si-gan
regia: Song Hae-Seong
genere: drammatico
anno: 2006
durata: 120 min.
nazione: Corea del sud
cast: Gang Dong-won, Lee Na-young, Yoon Yeo-jeong, Kang Shin-il, Jung Young-sook, Kim Jee-young.

IL LIBRO:
Titolo: Le nostre ore felici
Autore:
Ji-young Gong
Traduttore:
D'Urso V.
Editore:
Dalai Editore
ISBN:
8860734193 
Pagine: 352
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L'AUTRICE:

Ji-young Gong (1963) E' una delle più acclamate scrittrici coreane contemporanee. Autrice di numerosi romanzi, nel 2001 ha vinto il 21 Segi Munhaksang (Premio XXI secolo) e il Hanguk Sosŏlga Hyŏphoe Hanguk Sosŏl Munhaksang, il premio per il miglior romanzo coreano assegnato dall'associazione degli scrittori coreani. Ha ricevuto inoltre lo Yŏngsu Munhaksang (Premio Oh Young-soo) nel 2004 e nel 2006 l'Amnesty Ŏllon Tâŭkpyŏlsang, conferito da Amnesty International, e l'Hanâguk Katâollik Munhaksang (Premio letterario cattolico: sezione romanzo). Nel 2007, per BCDe, ha pubblicato Come una sorella. Da Le nostre ore felici è stato tratto un film per la regia di Hae-seong Song che in Corea ha riscosso molto successo.

1 commento:

  1. Salve, sarei interessata a leggere questo libro ma pare che sia fuori catalogo.
    Non sapete se è possibile trovarlo da qualche parte????
    grazie ancora<3

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