domenica 5 febbraio 2012

La vergine eterna, di Oe Kenzaburo

di OE KENZABURO
Traduzione dal giapponese di GIANLUCA COCI

Un nuovo pannello della grande opera che il Nobel sta componendo sulla terra natale


Corposo e pregnante è il romanzo del Premio Nobel giapponese Kenzaburo Oe La vergine eterna, in prima traduzione mondiale per merito di Gianluca Coci. Autobiografia, riferimenti letterari a opere di autori classici e moderni, finzione, diario di lavoro, indagine con appigli psicanalitici, devianza sessuale, richiami alla storia e ai miti legati alla foresta primigenia dello Shikoku, dove è nato, formano un nuovo pannello della grande opera che, di libro in libro, Oe sta componendo sulla terra natale con maniacale coerenza stilistica.
C'è un Progetto M: la realizzazione di un film tratto da Michael Kohlhaas di Heinrich von Kleist, cronaca cinquecentesca di soprusi e di ingiustizie, ma trasposta al tempo delle rivolte contadine contro l'aumento delle imposte nello Shikoku durante la Restaurazione Meiji (seconda metà dell'Ottocento). Quest'ultimo tema era già stato affrontato da Oe nel romanzo Il grido silenzioso.

Ci sono tre personaggi principali: Oe stesso che ha l'incarico di stendere la sceneggiatura, Komori Tamotsu, il produttore di pochi scrupoli e l'attrice Sakura Ogi, affermata star internazionale, donna indipendente, appassionata ma interiormente fragile, nel cui passato c'è un terribile segreto da lei rimosso, che ha condizionato la sua distorta sessualità e che la tormenta con sogni e incubi angosciosi. E' Sakura a imporsi come protagonista del film che avrà come titolo La Madre di Meisuke scende in campo di battaglia, opera al femminile con un'eroina che combatte ogni oppressione. Oe è affascinato dalla figura di una fanciulla presente in una poesia di E. A. Poe: Annabel Lee (nome che sta nel titolo in originale e nome anche di uno dei primi amori di Humbert Humbert adolescente nel romanzo Lolita di Nabokov).

Sono tre anche i tempi del romanzo. L'oggi del prologo: Oe mette in scena un se stesso ultrasettantenne, l'ormai maturo figlio Hikari, nato con una grave malformazione mentale ma dotato di un'acuta sensibilità e di un non comune talento musicale, e la sorella Asa incaricata di occuparsi della documentazione storica ambientale. Gli Anni Settanta della contestazione e delle lotte civili: è il nucleo centrale con la stesura della sceneggiatura che migliora in progressione e che culmina nella drammatica rivelazione del segreto. Uno shock gravissimo per Sakura e un pubblico scandalo con risvolti nella pedopornografia portano all'interruzione del film. Ritorno all' oggi nel lungo epilogo: ripresa della lavorazione voluta con caparbietà da Sakura che si immedesima in modo totale nel ruolo della Madre di Meisuke a capo della rivolta contadina.

Il finale prelude alla positiva e felice realizzazione del film. Da storia di un fallimento a storia di un riscatto. Tre i personaggi; tre i tempi; Michael Kohlhaas, Annabel Lee, La Madre di Meisuke, triangolazioni per un magistrale «romanzo cinematografico». Potente e notevole. Come sempre.

IL LIBRO:


«Uno dei maggiori scrittori a livello mondiale per la sua capacità di affondare nell'anima viva dell'uomo contemporaneo, mettendone in scena tutte le ambiguità e le lacerazioni.»
Fulvio Panzeri, «Avvenire»

« Kenzaburō Ōe è un reporter dell'anima.»
Elisabetta Rasy, «Il Sole 24 Ore»

« Ōe è nell'olimpo dei grandi della letteratura.»
«Chicago Tribune»

Uno scrittore e la sua musa.
Un segreto nascosto in una cupa foresta.
Una struggente storia di redenzione e nostalgia.

La pioggia cessa e il cielo diventa sereno all'improvviso, mentre qualche goccia continua a cadere. L'erba di un verde sfolgorante accarezza i piedi nudi di una bellissima fanciulla dai lunghi e lucidi capelli neri. Fin dalla sua prima giovinezza Kenzaburō Ōe è rimasto incantato dalla scena di questo film. Ma quello che più l'ha folgorato è stata lei, Sakura, attrice al suo debutto di fronte alla macchina da presa. La ragazza è poi diventata una stella del cinema hollywoodiano, specializzata nel ruolo di bellezza orientale, acclamata e adorata da registi e produttori famosi. Molti anni sono passati. Le proteste politiche degli anni Settanta a favore dei diritti dell'uomo stanno infiammando le piazze e le aule universitarie giapponesi. Sakura è ormai un'affermata artista internazionale, sposata a un professore di letteratura americano. Ma il Giappone e le cupe foreste dello Shikoku le sono rimaste nell'anima, insieme al desiderio di celebrarle in un film che la veda insieme protagonista e produttrice. Grande è la sorpresa di Kenzaburō Ōe nell'apprendere che è proprio lui, scrittore emergente, che la donna vuole come sceneggiatore della pellicola, ispirata a un famoso romanzo di Heinrich von Kleist. Un impegno prestigioso e lusinghiero, ma che diventa invece una discesa agli inferi per tutti coloro che vi lavorano. Prima fra tutte Sakura, che tra gli alberi della foresta è costretta a fronteggiare i fantasmi del suo passato. Un passato misterioso e buio, che anche lei credeva di aver dimenticato, ma che affonda le radici proprio in quel lontano giorno di primavera, mentre il suo cuore fremeva dall'emozione per il primo ciak della sua vita.

Kenzaburō Ōe, premio Nobel per la letteratura, ci regala, con questa sua ultima fatica, una piccola perla.
La vergine eterna è un romanzo di fronte al quale non ci si può che inchinare per la sublime maestria e la profonda commozione che esalano da ogni sua pagina.


Edizioni: Garzanti
Pagine: 244
Prezzo: 18,60 euro
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