venerdì 6 gennaio 2012

Edogawa Ranpo, il fabbricante di sedie umane

Il romanziere del mistero Edogawa Ranpo ha  goduto di larga popolarità in Giappone, dove è considerato un classico. Benché in America e in Europa i lettori di narrativa fantastica e gialla lo conoscano appena, è stato spesso citato dai recensori e dai critici letterari come l’indiscusso decano della letteratura poliziesca nipponica. Ina Telberg, che ha parlato di lui in un articolo uscito sulla “Saturday Review of Literature”, The Japanese State of Mind,  lo ha definito “uno dei più abili scrittori di detective story del Giappone. Presidente del Club degli autori di polizieschi del Giappone, se fosse tradotto in inglese forse acquisirebbe in America parte della fama di cui ha goduto nel nostro paese il belga Georges Simenon”.


Nel suo Queen’s Quorum (1951), dove stendeva l’elenco dei più famosi giallisti del mondo, Ellery Queen lo nominava  insieme alle sue opere, ponendolo tra Agatha Christie ed Edgar Wallace. Aggiungeva poi che “se si pronuncia ‘Edogawa Ranpo’ a voce alta e in fretta, il nome diventa sempre più familiare, e non a caso, giacché si tratta della trascrizione della pronuncia giapponese di ‘Edgar Allan Poe”.
Nella rubrica In and Out of Books, che appare regolarmente nella “New York Times Book Review”, David Dempsey ha detto di questo autore: “Il più celebre autore giapponese del mistero si chiama Edogawa Ranpo. Ranpo ha adottato questo nome perché ammira molto Edgar Allan Poe. Quando un americano in visita nel Sol Levante ha chiesto a Kamji Hatano (un famoso psicologo giapponese) se per caso il pubblico nipponico confondesse Ranpo con il vero Poe, Hatano ha risposto: ‘Oh, no, Edogawa Ranpo è molto più famoso!’”.

Nella sezione dedicata agli pseudonimi dell’introduzione a Woman in the Dark di Dashiell Hammett (Donna al buio) , Rampo veniva collocato tra gli scrittori del “Metodo vocale”, perché “quando Hirai Taro (il vero nome di Ranpo) decise di scrivere sotto pseudonimo, risalì, con reverenza e correttezza, all’origine della specie… ossia al padre della detective story”.
Figlio di un mercante che esercitava anche l’avvocatura, Edogawa Ranpo o Rampo nacque il 21 ottobre 1894 a Nabaro, nella prefettura di Mie. Passò quasi tutta l’infanzia a Nagoya, ma all’età di diciassette anni si trasferì a Tokio per seguire gli studi superiori. Iscrittosi nel 1912 alla facoltà di economia dell’Università di Waseda, si laureò con il massimo dei voti quattro anni dopo. Nei sei anni successivi fece svariati lavori: impiegato di una ditta di import-export, contabile di un cantiere navale, vicedirettore di un quotidiano, consulente giuridico di agenzie di pubblicità e così via. Spesso, tra un’occupazione e l’altra, sbarcava il lunario facendo qualcosa di più umile, come il venditore di soba, i tagliolini giapponesi, tirando il carretto e suonando il flauto dal suono sinistro tipico di quegli ambulanti.

Solo nel 1923, l’anno del grande terremoto che distrusse l’intera area di Tokio-Yokohama, scoprì la sua vera vocazione: scrivere racconti misteriosi. Fino ad allora nessuno scrittore giapponese si era cimentato nella moderna detective story, benché esistessero numerose traduzioni delle opere degli autori occidentali.
All’epoca esisteva un’unica rivista di mystery nell’intero Giappone, “Shin Seinen”, che pubblicava traduzioni di famosi scrittori occidentali come Edgar Poe, Arthur Conan Doyle, G.K. Chesterton, Richard Austin Freeman.

L’allora disoccupato Ranpo, che fin dal liceo era stato avido lettore di gialli europei e americani, da Osaka, dove abitava, spedì a ”Shin Seinen” un racconto intitolato Nisen Doka (La moneta di rame da due sen). Con sua grande sorpresa, glielo comprarono e pubblicarono accanto alle storie di scrittori di fama mondiale. Quando l’editore lo invitò a scrivere altri racconti, Ranpo non se lo fece ripetere due volte e, poiché la sua fama di primo giallista del Sol Levante era cresciuta a dismisura, si trasferì a Tokio per consacrarsi interamente alla sua vocazione.

Nei trentun anni trascorsi da allora, ha scritto in complesso venti romanzi, cinquantatré racconti e novelette, dieci romanzi per ragazzi e sei saggi sulla letteratura poliziesca. Quest’antologia rappresenta il meglio della sua produzione nel campo dei racconti brevi.
Converrà, presentando per la prima volta al pubblico occidentale questo famoso autore nipponico, dare un breve riassunto della storia della narrativa del mistero in Giappone.
Gli antichi racconti dei processi di corte importati dalla Cina furono le primissime detective story lette in Giappone. Fu però solo nel 1660 che uno scrittore giapponese si lasciò catturare da quei classici cinesi e cominciò a scrivere storie analoghe. Nei successivi due secoli, vari altri autori si dedicarono a quel tipo di narrativa, e il più famoso fu Saikaku Ihara, che nel 1689 pubblicò Verbali di processi tenuti sotto un ciliegio.

La successiva svolta giunse nel periodo Meji (1868-1912), quando il giallo in stile cinese perse gradatamente popolarità e, in corrispondenza con la rapida importazione, traduzione e vendita di classici del poliziesco inglesi, francesi e americani, iniziò una nuova epoca per la letteratura poliziesca del Sol Levante. Uno dei primi traduttori delle opere occidentali fu Ruiko Kuroiwa, che dal 1887 al 1900 tradusse decine di romanzi, permettendo così ai lettori nipponici di familiarizzarsi con la moderna crime story e il racconto di suspense occidentale. Tra i molti autori che tradusse c’era una prevalenza di francesi: quindici o sedici romanzi di Du Boisgobey, quattro di Gaboriau, alcuni di Wilkie Collins, A.K. Green e altri, tutti pubblicati a puntate dai quotidiani del Sol Levante.

In seguito molti altri traduttori volsero in giapponese opere di scrittori inglesi e americani, finché, nel 1923, Edogawa Ranpo, con La moneta di rame da due sen, inaugurò la narrativa mystery autoctona.
Una volta rotto il ghiaccio, presto nacque una scuola di scrittura moderna di pura impronta nipponica, nella quale la maggioranza degli scrittori cercava di toccare temi, esprimere idee e adottare stili originali, anziché copiare i predecessori e contemporanei occidentali. Oggi, il Club degli autori di polizieschi del Giappone, fondato da Edogawa Ranpo, è composto da oltre un centinaio di scrittori professionisti che si rifanno alla scuola letteraria del loro paese e forniscono agli appassionati del genere un costante, massiccio flusso di misteri d’ogni tipo.

Interesserà forse ai lettori qualche accenno al modo in cui questo libro è stato tradotto in inglese, perché l’operazione è stata condotta in condizioni singolari. Benché legga e capisca benissimo l’inglese, Edogawa Ranpo non riesce né a scriverlo né a parlarlo. Invece chi scrive, un eurasiatico figlio di un inglese e una giapponese, pur parlando correntemente il giapponese non riesce né a leggerlo né a scriverlo, giacché ha studiato solo ed esclusivamente in scuole inglesi. Così, per ciascuna riga tradotta, lo scrittore e io, il suo traduttore, incontrandoci una volta alla settimana per cinque anni, abbiamo cercato di superare le tante difficoltà nella comprensione del testo in questo modo: Ranpo leggeva più volte ogni riga nella sua lingua, spiegandone l’esatto significato fin nelle più piccole sfumature, mentre io sudavo sulla macchina per scrivere volgendo una frase dopo l’altra in inglese, finché lui era pienamente soddisfatto di quanto era stato scritto.
Se questo libro troverà o meno un posto permanente nella libreria dei grandi classici mondiali del mistero è un interrogativo cui non possiamo ancora rispondere, e i lettori occidentali, che al momento sono inondati da massicce dosi dei romanzi al cardiopalmo di Mickey Spillane, forse troveranno il ritmo tipicamente orientale di Rampo piuttosto lento.

Comunque reagisca il pubblico, è fervida speranza di Ranpo che l’uscita di questa antologia, il primo volume di racconti giapponesi del mistero e del fantastico a essere pubblicato in lingua inglese, apra la strada ad altri scrittori e che un giorno nella lista dei suspense più popolari del mondo figurino anche autori del Sol Levante.

James B. Harris

Tokio, 5 febbraio 1956

Bibliografia Italiana di Edogawa RANPO (江戸川乱歩), pseudonimo per Hirai Tarō (平井太郎)
A cura di Andrea Vaccaro

(I titoli dei racconti sono in tondo, fra virgolette, quelli dei romanzi e delle antologie in corsivo. Le opere sono
indicate in ordine alfabetico di titolo italiano, senza tener conto dell’articolo)

La belva nell’ombra (Beast in the Shadows - 陰獣 Injū, 1928)
Mille Gru n. 14, Marsilio, 1992; 2002
Tascabili Marsilio n. 24, Marsilio, 1995
“Morte di un sonnambulo” (夢遊病者の死 Muyuubyou no shi)
M. La Rivista del Mistero n. 4, Edizioni Alacrán, 2007
Il mostro cieco (The Blind Beast - 盲獣 Mōjū, 1931)
Le Foglie n. 36, Marcos Y Marcos, 1994
“La sedia umana” (The Human Chair - 人間椅子 Ningen Isu, ott. 1925)
Galassia n. 221, Casa Editrice La Tribuna, 1976
Filmografia
Diversi racconti e romanzi di Edogawa Ranpo sono stati adattati cinematograficamente, ma in Italia sono stati ufficialmente distribuiti solo due film:
La casa delle perversioni (1976), regia di Noboru Tanaka, tratto dal racconto 屋根裏の散歩者 Yaneura no Sanposha, 1925
L’orrore degli uomini deformi (1967), regia di Teruo Ishii, tratto dal romanzo パノラマ島奇談 Panorama-tō Kidan, 1926

Siti di riferimento on line
http://inat.cool.ne.jp/rampo/english/
http://en.wikipedia.org/wiki/Edogawa_Rampo

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