domenica 27 novembre 2011

COM'E' CRUDELE IL GIAPPONE RACCONTATO DAI GIAPPONESI


In libreria si affaccia Una storia crudele (Giano, pp. 256, euro 16,50) di Natsuo Kirino. Incoronata regina del noir da quando, nei Novanta, il suo Quattro casalinghe di Tokio proiettò nuova luce sulle repressioni e le perversioni di un sistema sociale all'apparenza coeso, Kirino (nom de plume della riservatissima Mariko Hashioka, classe 1951) raccontava in quel thriller di un'operaia che strangola il marito, spalleggiata dalle compagne di lavoro. Da allora la scrittrice ha esplorato l'intimità oscura del Giappone e si dice che, quando sceglie come scenario un quartiere o una città, non esiti a frugare nell'immondizia per capire meglio chi li abita.

venerdì 25 novembre 2011

Haruki Murakami e le peggiori scene di sesso

Stephen King e Haruki Murakami, chi oserebbe mai toccare questi due mostri sacri? La risposta porta il nome di Literary Review, rivista anglosassone che ha inserito i due scrittori tra i dodici candidati per il Bad Sex Award, il  “prestigioso” riconoscimento che incorona ogni anno le peggiori scene di sesso in ambito letterario.

sabato 19 novembre 2011

CONFESSIONE - Kanae Minato


La figlia dell’insegnante di scienze aveva quattro anni quando, un mese prima della fine dell’anno scolastico alla scuola media S, in una cittadina del Giappone, è stata trovata morta nella piscina dell’istituto. A causa di quello che tutti hanno ritenuto un incidente, la madre ha deciso di abbandonare per sempre il suo lavoro. Ma al termine dell’ultimo giorno di scuola, alla classe che ascolta immobile giunge il glaciale annuncio: lí nella I B, presenti in aula, ci sono due assassini. Freddamente, quasi scientificamente definendoli A e B, la professoressa rende identificabili ai compagni i due ragazzi e rivela la sua scoperta di come essi abbiano premeditato e compiuto l’omicidio di una bambina indifesa. Inoltre, con altrettanta freddezza, l’insegnante comunica la sua decisione: non ha intenzione di denunciare i due assassini alla polizia.

mercoledì 16 novembre 2011

Mian Mian: la scrittrice ribelle dalla Cina


L' INTERVISTA

Mian Mian, giovane scrittrice e regina delle notti di Shanghai, ha radunato centinaia di ragazzi in due feste: «Non arrendiamoci»

«I miei rave party per sfidare la paura del male»
 
Controcorrente: «La vita notturna qui in Cina è morta e sepolta. Tutti hanno paura della Sars. Io però non mi arrendo e vado avanti». Spericolata: «Ho appena organizzato due megafeste, due raduni rave. Uno a Shanghai, un altro vicino a Pechino, sotto la Grande Muraglia. C' erano molti giovani: almeno un migliaio. Abbiamo ballato e cantato. Tutti insieme. Fantastico». 
Mian Mian è universalmente riconosciuta, in Cina, come la «regina della notte». Nata a Shanghai nel 1970, capofila di una nuova generazione di scrittori, ha raccontato nei suoi libri le avventure della «gioventù bruciata» cinese. Nelle sue pagine si parla di ventenni spaesati alla ricerca di una possibile via di fuga all' autoritarismo dominante, dopo l' ondata repressiva seguita alla rivolta di piazza Tien an men (1989). 
Il tutto in maniera spesso autolesionista e, comunque, nel segno di un individualismo impossibile, cercando soccorso nell' alcol, nella droga ma soprattutto nella musica rock. Ed è proprio lo stordimento delle note a tutto volume di una festa rave la ricetta suggerita dalla giovane scrittrice per sfuggire alla paura della polmonite atipica che sta cambiando la faccia delle maggiori città della Cina popolare. 

giovedì 10 novembre 2011

I piccoli fratelli ci guardano e sono peggiori del grande


In una delle tante pagine straordinarie dei primi due volumi del nuovo romanzo-trilogia di Murakami Haruki, 1Q84 (Einaudi, traduzione di Giorgio Amitrano, pagg. 722, euro 20), uscito da pochi giorni in Italia, si spiega con semplicità sconcertante su che cosa si fondi il sistema dell'editoria contemporanea di massa: «Si lavora come in una fabbrica dove si costruiscono sveglie.

domenica 6 novembre 2011

Haruki MURAKAMI: intervista (Repubblica, 5 nov 2011)


«Accumulando dati che non sono reali è possibile costruire un mondo che appare più realistico di quello esistente. In altre parole, è possibile costruire un mondo irreale che ci mostra la realtà in modo ancora più realistico. Questa è la cosa, una delle cose, che voglio fare nei miei romanzi». 

Forse è questo sistema di pensiero binario postulato a inizio intervista che spiega perché si sa poco della vita reale, chiamiamola "vita A", di Murakami Haruki. E molto di più di quella, chiamiamola "vita non A", immaginaria. Dalla sua casa nei sobborghi di Tokyo, dove il più popolare scrittore giapponese - 62 anni, amato fino alla venerazione da milioni di lettori in tutto il mondo e da anni in odore di Nobel - vive con la moglie con la quale ha appena festeggiato i quarant' anni di matrimonio, della "vita A" affiorano le seguenti cose: che scrive in molti posti, ma preferisce a casa.

venerdì 4 novembre 2011

Tokyo Soup - Ryu Murakami

Consiglio di lettura per il fine settimana: 
"Tokyo Soup" di Ryu Murakami (2007 - Mondadori)

Siamo a Tokyo, la metropoli che riesce a fare a meno di Cristo e Maometto. Luci al neon, metropolitane, rotaie infinite, barboni, edifici abbandonati. Liceali trafitte dalla solitudine che si svendono in peep show e lingerie pub, donne che sono solo un numero, tristi androidi inghiottite dal sesso a pagamento e dal consumismo frenetico. Due figure maschili, Kenji e Frank, simboli di due nazioni a confronto, il Giappone e l’America. Kenji accompagna Frank nei meandri proibiti di una Tokyo decadente, nei suoi profumi di tradizioni antiche, sakè e zuppe di miso.