domenica 18 dicembre 2011

Amore e sesso nella Cina consumista

In «Shanghai Baby» Zhou Weihui ha raccontato i nuovi costumi dei giovani asiatici Amore e sesso nella Cina consumista.

«I giovani cinesi di Shanghai bevono Coca Cola, fanno l' amore, pensano alla carriera e vogliono diventare ricchi. Di politica si interessano poco o niente - dice Zhou Weihui, dosando con perfetto tempismo piccoli sorrisi pieni di garbo -. Dal punto di vista culturale, a partire dal 1949, nel nostro paese non si è più prodotto nulla di veramente importante. Tanto che, per quanto mi concerne, finisco spesso col rifugiarmi nella lettura dei classici. Come me, si comportano molti altri giovani. Quando parlo d' una produzione mediocre può credermi, so quello che dico. Ho fatto studi specialistici, sono laureata in letteratura cinese all' università di Fudan» spiega Zhou Weihui, precisando come a Shanghai adesso si ascolti molta musica e circolino molti libri provenienti dai paesi occidentali.

«Gli scambi con l' estero si sono intensificati e i giovani ne approfittano come approfittano dei computer».
E il cinema? Quali sono i registi americani o in genere occidentali più apprezzati da voi?
«Steven Spielberg, l' autore di "Mission" Roland Joffè e poi Robert Bresson. Fra gli italiani, siamo in molti a preferire Federico Fellini. Trovo bellissime le attrici che usava nei suoi film».
Veniamo al suo romanzo, «Shanghai Baby» (Edizioni Rizzoli). Quante copie ha venduto fino a questo momento?
«Da principio, intendo dire subito dopo la pubblicazione, il mercato cinese ne ha assorbito centotrentamila copie. Poi, dopo che i giornali mi hanno definita una scrittrice da non leggere e il romanzo è stato ritirato dal mercato ufficiale, se ne sono vendute sottobanco oltre quaranta milioni di copie».
Per quale motivo «Shanghai Baby» è incorso nella censura?
«Nelle mie pagine ci sarebbero troppo sesso e troppo consumismo».
Può darmi una rapida definizione del suo romanzo?
«È in qualche modo un manifesto del nuovo femminismo cinese. "Shanghai Baby" racconta, sotto forma di romanzo in parte anche autobiografico, la riscoperta del corpo e dell' amore da parte d' una giovane donna dell' era post-maoista».
La protagonista, si innamora del giovane Tiantian. Bello, malinconico, romantico, l' uomo è però impotente. Come non bastasse, prima della fine del libro, Tiantian muore ucciso dalla droga. Amore, bellezza, vizio, malattia, morte. Non le sembra, Zhou Weihui, di abusare un po' di vecchi espedienti romanzeschi e decadentistici?
«Il fatto stesso che la persona amata sia in pericolo, e soffra, rende il sentimento più intenso. Migliaia di giovani cinesi hanno letto questo libro, riconoscendovisi».
C' è il rovescio della medaglia. La protagonista, Coco, ad un certo punto cerca consolazione andando a letto con Mark, un tedesco virilmente superdotato. Sorprende un po' che Coco, al colmo dell' eccitazione, immagini Mark vestito da ufficiale delle SS. Che cosa ne sa lei del nazismo?
«So quello che ho visto al cinema e identifico i nazisti con i giapponesi che, durante la Seconda guerra mondiale, hanno portato morte e distruzione nel mio paese. Parlo di nazismo perché voglio evocare un' immagine di paura legata al sesso, alla penetrazione!».

Antonio Debenedetti
Il Corriere della Sera

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